Finanziere morto, assolto radiologo Salus

BRINDISI - Dopo un processo lungo tre anni, al termine di 23 udienze e all’esito di analisi eseguite da almeno una decina di periti, è stato assolto perché ‘il fatto non sussiste’, il radiologo della clinica Salus.

Il tribunale di Brindisi

BRINDISI - Dopo un processo lungo tre anni, al termine di 23 udienze e all’esito di analisi eseguite da almeno una decina di periti, è stato assolto perché ‘il fatto non sussiste’, dunque con la più ampia formula esistente, il responsabile del servizio di Radiologia della clinica privata convenzionata Salus di Brindisi.

Antonio Di Palma, originario di Taranto, era accusato di omicidio colposo, per la morte di Luigi Latino, un militare della Guardia di Finanza di 46 anni che perse la vita appena dopo essersi sottoposto a una risonanza magnetica con mezzo di contrasto.

Il giudice monocratico Francesco Cacucci ha accolto in toto le richieste della difesa, sostenuta dall’avvocato Massimo Manfreda. Durante il procedimento erano state risarcite le parti civili e avevano rinunciato alla costituzione, i famigliari della vittima, (assistiti dall’avvocato Rosario Almiento) che, secondo quanto accertato in un primo momento, era deceduta a causa di uno shock anafilattico, il 24 gennaio 2007.

Il processo, ad avviso della difesa, non ha confermato la ipotesi originariamente mossa dall’accusa e strutturata nell’allegato capo di imputazione in quanto ha escluso l’esistenza dello shock anafilattico manifestatosi, comunque, in una forma talmente repentina da impedire qualunque rimedio. E’ stata inoltre esclusa la inconciliabilità dell’accertamento radiologico con gli altri trattamenti sanitari cui era sottoposto Latino.

Il finanziere, che si era messo in congedo per assistere la moglie, costretta su una sedia a rotelle, lamentava mal di testa frequenti. Il medico curante gli consigliò di sottoporsi a risonanza magnetica in modo da escludere che potesse essere affetto da qualcosa di grave. Prenotò una consulenza specialistica alla clinica Salus e il 24 gennaio si presentò per essere sottoposto alla risonanza. Un esame di routine.

Secondo l’accusa nessuno si era preoccupato di effettuare un’anamnesi accurata. Al paziente venne iniettato il liquido di contrasto, qualche minuto dopo si sentì male. Prima dell’udienza preliminare vi fu incidente probatorio all’esito del quale fu decisa l’archiviazione per altri due indagati.

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