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Finti addetti legano e rapinano orefice

BRINDISI – Prima è entrato un loro complice, spacciandosi per tecnico dell’Acquedotto pugliese. Poi hanno fatto irruzione loro: due uomini, di cui uno armato di pistola. Rapina da incubo all’interno della gioielleria “Giovi Gold”, situata al civico 14 di corso Garibaldi.

BRINDISI - Prima è entrato un loro complice, spacciandosi per tecnico dell'Acquedotto pugliese. Poi hanno fatto irruzione loro: due uomini, di cui uno armato di pistola. Rapina da incubo all'interno della gioielleria "Giovi Gold", situata al civico 14 di corso Garibaldi. I rapinatori hanno aggredito la titolare dell'attività commerciale, la 32enne Aida Barretta, pochi minuti dopo l'apertura pomeridiana del negozio, e le hanno legato i polsi con alcune fascette. Una volta racimolato il bottino (alcuni gioielli prelevati dai cassetti situati vicino il bancone e la borsa della vittima) i balordi sono fuggiti imboccando via Pozzo Traiano, nei pressi dell'incrocio con piazza Vittoria.

La commerciante, per fortuna, non ha riportato alcuna ferita. In evidente stato di choc, con la voce rotta dall'emozione, la ragazza ha provato a ricostruire alle forze dell'ordine quei terribili attimi passati sotto la minaccia di una pistola. Stando a una prima ricostruzione dell'episodio, i banditi sono entrati in azione intorno alle 16 e 45. Aida Barretta aveva sollevato la saracinesca del locale, ubicato a una decina di metri da Piazza Vittoria, neanche 5 minuti prima.

Un individuo ha bussato alla porta, fingendosi un addetto alla lettura del contatore dell'acqua. L'esercente l'ha lasciato entrare. Pochi istanti dopo, il sedicente operatore dell'Acquedotto pugliese ha fatto marcia indietro e mentre lui usciva, due uomini varcavano la soglia del locale. Erano entrambi a volto scoperto. Uno impugnava una pistola automatica.

Hanno immobilizzato Aida Barretta con le fascette e l'hanno costretta al silenzio puntandole l'arma in faccia. Dopo essersi impossessati della borsetta (all'interno della quale si trovavano il portafoglio e la carta di credito della vittima) e dei gioielli, hanno abbandonato la gioielleria, si sono diretti verso via pozzo Traiano e percorsi una trentina di metri, stando a quanto riferito da alcuni testimoni, sarebbero saliti a bordo di una Lancia Y.

Aida Barretta, intanto, urlava per attirare l'attenzione dei passanti. Ed è stato uno di essi a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto si sono recati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Brindisi diretti dal tenente Alberto Cavenaghi, i poliziotti della Sezione volanti e una pattuglia di vigili urbani che si trovava nelle vicinanze. A stretto giro di posta, è arrivato anche il personale del 118. La ragazza, nonostante l'enorme choc riportato, stava bene.

Stando alle sue parole, i malviventi (uno dei quali alto e grosso) erano italiani e parlavano con accento brindisino. Questo è stato confermato dal racconto di una persona che ha assistito alla fuga dei banditi. "Urlavano: 'andiamo, andiamo'", avrebbe riferito il testimone alle forze dell'ordine.Sull'episodio indagano i carabinieri. Gli esperti della Scientifica hanno effettuato una serie di rilievi sul bancone, sui cassetti e sulla bussola della gioielleria.

Ma indicazioni decisive potrebbero arrivare dalle immagini riprese dalle telecamere: non solo quelle di cui è dotato l'esercizio commerciale (un occhio elettronico punta direttamente sull'ingresso) ma anche quelle situate lungo la via di fuga.I militari, in queste ore, stanno effettuando una serie di controlli nei confronti di soggetti già noti alle forze dell'ordine per furti e rapine. Le indagini, insomma, sono in pieno fermento e non è escluso che possano giungere presto a una svolta.

 

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