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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Finti vigilantes si fanno consegnare gli incassi di tre supermercati Dok: via con 57mila euro

BRINDISI – Tre furti nel giro di trenta minuti, compiuti con una spontaneità disarmante, se così si può definire il modo di operare dei malviventi. Hanno agito alla luce del sole, facendosi consegnare spontaneamente il denaro dai proprietari di tre supermercati Dok. Colpi audaci che portano alla mente il ladro gentiluomo Arsenio Lupin o meglio ancora, per l’audacia, Tony il Lionese, soprannominato Rififi, inventato da Auguste Le Breton nel lontano 1953. Ciò che è accaduto questa mattina tra Brindisi e Mesagne è realtà. Nel giro di trenta minuti malviventi che indossavano divisive da guardie giurate della Sveviapol e viaggiavano su mezzi recanti le insegne dello stesso istituto di vigilanza, hanno preso in consegna l’incasso di venerdì e sabato e sono svaniti nel nulla.

BRINDISI - Tre furti nel giro di trenta minuti, compiuti con una spontaneità disarmante, se così si può definire il modo di operare dei malviventi. Hanno agito alla luce del sole, facendosi consegnare spontaneamente il denaro dai proprietari di tre supermercati Dok. Colpi audaci che portano alla mente il ladro gentiluomo Arsenio Lupin o meglio ancora, per l'audacia, Tony il Lionese, soprannominato Rififi, inventato da Auguste Le Breton nel lontano 1953. Ciò che è accaduto questa mattina tra Brindisi e Mesagne è realtà. Nel giro di trenta minuti malviventi che indossavano divisive da guardie giurate della Sveviapol e viaggiavano su mezzi recanti le insegne dello stesso istituto di vigilanza, hanno preso in consegna l'incasso di venerdì e sabato e sono svaniti nel nulla.

O, almeno, nel caso del colpo di Mesagne i testimoni sono stati espliciti su questi particolari: due banditi giunti su un furgone con le insegne della Sveviapol e recante il numero 15. Mentre per quanto riguarda i colpi di Brindisi la proprietaria del supermercato del rione Sant'Angelo ha parlato di una vettura piccola nera ma non ha saputo dire se la scritta fosse Sveviapol oppure no. Il bottino complessivo è stato di 57mila euro prelevati dai tre supermercati .

Come si diceva si tratta di furti messi a segno con grande semplicità. Semmai verranno individuati gli autori i loro avvocati in dibattimento avranno da disquisire sul reato di furto perché in fin dei conti il denaro è stato spontaneamente consegnato dai titolari dei supermercati. I finti vigilanti non l'hanno nemmeno chiesto, perché il loro passaggio è prassi. Sono andati nei supermercati Dok dai quali, questa mattina, era previsto il passaggio dei veri vigilanti della Sveviapol per prelevare l'incasso del venerdì e del sabato e portarlo in banca. Non hanno usato violenza, non erano armati. Chi è entrato ha salutato e come è routine ha preso la busta, già pronta, che gli veniva consegnata, contenente il denaro: 35mila euro dal Dok del rione Sant'Angelo, 7mila dal supermercato di viale Belgio, al rione Bozzano, e 15mila dal Dok di Mesagne situato lungo via Latiano.

Il giro che i falsi vigilanti avrebbero dovuto fare era molto più lungo. C'era da prendere gli incassi da altri supermercati Dok. Ma probabilmente hanno desistito perché la titolare del supermercato del rione Sant'Angelo ha guardato l'orologio ed ha visto che erano le 10 e pochi minuti. Ha notato che il vigilante della Sveviapol era arrivato in anticipo sull'abituale giro mattutino ed è uscita facendo in tempo a vedere che l'uomo saliva non sul solito furgone grande dell'istituto di vigilanza, ma su un mezzo più piccolo, nero, forse un'auto e un piccolo furgone.

Ha voluto vederci chiaro. Ed ha telefonato al Dok di viale Belgio. La cassiera è caduta dalle nuvole: "Da noi è già passato ed ho consegnato il denaro". Sono stati contattati il 112 e il 113. Erano all'incirca le 10,15. E mentre le forze dell'ordine si mettevano in moto, due vigilanti si sono presentati nel supermercato Dok di Mesagne in via Marconi, angolo via Latiano. Un vigilante è entrato ed ha preso un consegna il denaro, l'altro è rimasto alla guida del furgone. Questa volta il titolare ha visto il furgone mentre si allontana. Era più piccolo del solito e recava il numero 15 mentre avrebbe dovuto passare da lui il "Falco 13". Comunque non ha dato peso alla cosa. L'allarme è scattato anche a Mesagne quando qualche minuto dopo è arrivato il vero vigilante. Sono stati chiamati i carabinieri.

"Non sappiamo - dice il vice questore Francesco Barnaba, dirigente della Squadra mobile - se siano gli stessi individui ad aver agito nei tre furti, certo è una strana coincidenza che siano stati compiuti con la stessa tecnica in trenta minuti". Gli investigatori non si sbilanciano. Le indagini sono volte a stabilire come mai gli autori dei furti fossero a conoscenza degli orari di ritiro dell'incasso dai Dok e soprattutto stanno cercando di capire se il furgone, che non è stato ancora trovato, è un falso oppure appartiene realmente alla Sveviapol e sia stato utilizzato all'insaputa dell'istituto. Carabinieri e poliziotti stanno interrogando tutti i vigilanti dell'istituto privato nel tentativo di trovare il bandolo della matassa.

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