Cronaca

Firmato il protocollo d'intesa per il riutilizzo dei beni confiscati alla Scu

Firmato, nella sala di rappresentanza della Prefettura, il protocollo d'intesa, tra l'associazione Libera e sette Comuni della provincia di Brindisi, finalizzato alla "creazione di una rete intercomunale per il coordinamento delle attività di riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità organizzata"

BRINDISI - Firmato quest’oggi (9 maggio), nella sala di rappresentanza della Prefettura, in piazza Santa Teresa, il protocollo d’intesa, tra l’associazione Libera e sette Comuni della provincia di Brindisi, finalizzato alla “creazione di una rete intercomunale per il coordinamento delle attività di riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità organizzata". Una fase, quella della gestione dei beni confiscati, di vitale importanza, come ha più volte sottolineato, nel corso dell’incontro, il Prefetto Annunziato Vardè (nella foto).Protocollo d'intesa per beni confiscati alle mafie 4-3

Presenti anche il questore di Brindisi, Roberto Gentile; il comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi, colonnello Nicola Conforti; il vice presidente nazionale e responsabile del settore beni confiscati dell’associazione Libera, Davide Pati; i sindaci di Mesagne, Pompeo Molfetta; Oria, Cosimo Ferretti; San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa; San Pietro Vernotico, Maurizio Renna; Torchiarolo, Nicola Serinelli; San Vito dei Normanni, Domenico Conte; in rappresentanza del comune di Brindisi, la dirigente prefettizia e sub commissario del comune, Maria Antonietta Olivieri.

Tutti i sindaci presenti hanno garantito la massima disponibilità, compatibilmente  con le risorse a disposizione, per sfruttare nel miglior modo possibile i beni acquisiti. “Ci riuniamo per firmare un protocollo importantissimo - ha spiegato il prefetto  Annunziato Vardè - firmiamo questo documento per cercare di migliorare la gestione dei beni sequestrati alle mafie nel territorio brindisino, un territorio che è stato, negli anni passati, martoriato da quell’associazione criminale nota a tutti come Sacra corona unita”.Protocollo d'intesa beni confiscati mafie-2-2

La sottoscrizione di questo documento, preceduto da un similare protocollo d’intesa sottoscritto il 12 marzo del 2007, permetterà all’associazione Libera e ai comuni interessati di promuovere una rete di partenariato per il coordinamento delle attività di riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati che vanno dai quelli del clan Bruno di Torre Santa Susanna, nei comuni di Mesagne, San Pancrazio Salentino e Oria, a quelli di Tonino Screti nei territori comunali di San Pietro Vernotico e Torchiarolo,  a quelli della confisca “Gioia”, relativa ai comuni di Oria e San Vito dei Normanni, fino alla confisca “Buccarella”, a Brindisi-Tuturano.

“Non far fallire questi beni, che vanno da numerosi ettari di terreno a decine di immobili, è la nostra priorità - ha ricordato il Prefetto - è la risposta più importante da dare alla popolazione. Come ho già detto, è vitale dare un futuro, con un riutilizzo sociale e produttivo, ai beni sequestrati”. Come esempio, citato da tutti, Masseria Canali, bene confiscato alla Scu e affidato alla Cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra, che proprio il primo maggio 2016 ha ospitato un evento organizzato dalla Flaica Cgil Puglia, al quale ha partecipato il presidente della Camera, Laura Boldrini. Un esempio di come si possa riutilizzare in modo appropriato e utile alla società un bene che andava ad ingrossare i portafogli della criminalità organizzata.Protocollo d'intesa per beni confiscati alle mafie 1-2

Come si legge nel protocollo d’intesa, i soggetti firmatari si impegnano a “raccordare metodologicamente i propri interventi relativi al riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati al fine di sostenere congiuntamente esperienze di buone prassi; di considerare le realtà produttive e sociali determinatesi in seguito alle assegnazioni dei beni al fine di rinforzare l’auto sostenibilità gestionale; di condividere in una logica di rete eventuali difficoltà incontrate da parte dei Comuni assegnatari dei beni nelle fasi di destinazione e utilizzo degli stessi al fine di garantire reciproco sostegno politico e amministrativo”.

L’associazione Libera si impegna invece a “svolgere attività di assistenza e supporto al fine di un pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei beni confiscati; organizzare iniziative di informazione sulla presenza dei beni sequestrati all’interno delle comunità di riferimento al fine di sollecitare l’impegno dei giovani e dei cittadini”.

In ultimo si dichiara che l’adesione al protocollo è consentita, anche successivamente alla data di oggi, a tutti quei soggetti ed enti locali nel cui territorio sono individuati beni immobili confiscati. Quasi una risposta al prefetto Vardè che, in apertura dell’incontro, ha sottolineato il suo dispiacere nel notare che alcuni Comuni della provincia di Brindisi non abbiamo, ad oggi, sottoscritto il protocollo. Ma su queste assenze devono essere le istituzioni e le forze politiche a lavorare.

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