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Tragedia sul cavalcavia vicino al palazzetto: venerdì l'autopsia

Disposto l'esame autoptico sul corpo del 21enne Matteo Machì. Il conducente della Mini Cooper, arrestato per omicidio stradale, ha riferito che un cane gli ha attraversato la strada. Giovedì l'interrogatorio

BRINDISI – Dovrebbe svolgersi venerdì (17 agosto) l’autopsia sul corpo di Matteo Machì, il brindisino che a soli 20 anni (ne avrebbe compiuti 21 il prossimo 17 novembre) ha perso la vita a seguito del terribile incidente verificatosi la notte fra lunedì 13 e martedì 14 agosto sul cavalcavia che collega la complanare Bozzano-La Rosa alla strada per Tuturano, nei pressi del PalaPentassuglia. La salma si trova presso l’obitorio del cimitero, a disposizione del pm di turno del tribunale di Brindisi, Giovanni Marino.

L'autopsia

L’incarico per l’esame autoptico, da quanto appreso, verrà conferito al medico legale Liliana Immacolato. Sarà presente all’autopsia anche un consulente nominato dal 22enne Gabriele Quaranta, il conducente della Mini Cooper ribaltatasi sul cavalcavia. Il 22enne, arrestato per il reato di omicidio stradale, è risultato positivo ai test tossicologici e all’alcool test. In particolare il narcotest ha rilevato tracce di cannabinoidi nel sangue del conducente dell'auto, mentre l'alcol test ha registrato un tasso di 0,88 grammi per litro.

La versione del conducente

Il ragazzo, difeso dall’avvocato Gianluca Palazzo, nella giornata di giovedì (16 agosto) verrà ascoltato dal pm Marino. L'interrogatorio di convalida dell'arresto si svolgerà con ogni prrobabilità presso l’ospedale Perrino, dove Quaranta è piantonato dalle forze dell’ordine. E’ stato ricoverato presso il nosocomio brindisino, fortunatamente in condizioni non gravi, anche il terzo giovane che si trovava a bordo della Mini Cooper.

La dinamica del sinistro è in fase di accertamento. Stando a una prima ricostruzione, Machì si trovava sul sedile posteriore. Il conducente ha perso il controllo del veicolo subito dopo aver imboccato il cavalcavia, in uscita da una curva. Quaranta, nell’immediatezza dei fatti, ha riferito ai carabinieri della compagnia di Brindisi, recatisi sul posto per i rilievi del caso, che la perdita di controllo sarebbe stata causata da un cane che gli ha attraversato la strada. Il 22enne ha inoltre dichiarato che era in grado di guidare quando si è messo al volante, in quanto avrebbe sì assunto dell’hascisc, ma solo un paio di giorni prima dell’incidente, e la quantità di alcool assunta, sempre stando alla versione dei fatti dell’indagato, era di modesta entità. Nei prossimi giorni, ad ogni modo, verranno disposti degli accertamenti tecnici irripetibili che permetteranno anche di chiarire la velocità alla quale procedeva la Mini Cooper, di proprietà del padre di Quaranta, al momento in cui si è verificato l’incidente.

Il cordoglio su Facebook

Sul profilo Facebook di Machì, intanto, si riversa il cordoglio degli amici. Il ragazzo lascia una figlia di due anni. Il padre ha appreso della notizia all’estero, dove si trovava per motivi di lavoro. “Guardo le tue foto – scrive un amico - e credo che sei ancora noi. L’attimo dopo realizzo che vivi nel cuore di chi anche solo ti ha voluto bene come me. Non ti conosco da sempre ma è stato sufficiente quel poco per aver capito che sei un’anima buona. Sorriderò ogni volta che ti penserò come ogni volta che ti vedevo”.

“Fratellì  - scrive un altro amico - ti ho visto nascere crescere e vivere le tue esperienze. Mi hai fatto arrabbiare tanto ma poi venivi e con un tuo bacio tutto era cancellato. Ora il dolore violento di averti perso e di non sentire più la tua voce nei messaggi è devastante, ma solo continuando ad amarti posso sentirti ancora vivo nel mio cuore”.

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