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Flaconi di diserbanti e antiparassitari scaricati nel Canale Reale

Gli inquinatori in circolazione sono ancora troppi. Occorre accelerare i progetti di tutela del corso d'acqua

TORRE GUACETO – Decine di flaconi di diserbanti e antiparassitari scaricati nel Canale Reale, non si sa bene in quale punto del corso di quello che l’unico fiume naturale della provincia di Brindisi. La corrente li ha accumulati nel punto in cui il canale scorre sotto la superstrada 379, all’interno del perimetro della riserva naturale di Torre Guaceto.

Un inquinamento chimico e da plastiche insieme, dovute ai comportamenti irresponsabili e penalmente rilevanti di qualcuno che probabilmente non sarà mai individuato, sino a quando il Canale Reale non diventerà una risorsa naturalistica protetta, come è in progetto per iniziativa del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto che attorno a questa idea sta organizzando un cartello di Comuni.

antiparassitari e diserbanti nel Canale Reale (4)-2

La foce originaria era la stessa zona umida di Torre Guaceto, prima che il Consorzio dell’Arneo realizzasse la canalizzazione in cemento che sbocca direttamente nella baia dell’attuale Area marina protetta, in zona A a tutela integrale. Negli anni il Reale ha trasportato in mare inquinanti di ogni genere: dalle acque parzialmente depurate di alcuni impianti fognari comunali, alle acque di frantoio scaricate abusivamente, agli anticrittogamici, ai liquami delle masserie.

antiparassitari e diserbanti nel Canale Reale (3)-2

Oggi si sta pensando di convogliare gli scarichi dei depuratori urbani nella condotta sottomarina in fase di realizzazione ad Apani, che li porterà ben lontano dalla costa e dalla stessa Amp. Tra gli impianti che scaricano nel Canale Reale, quello di Bufalaria che tratta gli scarichi di San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Carovigno, oltre che delle marine della zona, è il più moderno, tanto da poterne destinare i reflui a scopi irrigui. Sono più datati invece i depuratori di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e Latiano.

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La rinaturalizzazione del Canale Reale, sia dal punto faunistico che della flora, costituirà anche un successo sul piano della valorizzazione turistica, ed eliminerà le immissioni di inquinanti nella baia dell’Area marina protetta. Intanto bisognerebbe cominciare a scoprire e punire severamente gli inquinatori. E’ un compito molto difficile, dato che il canale attraversa le campagne dalle sorgenti in territorio di Villa Castelli sino al mare. Ma qualche servizio apposito sarebbe utile come deterrente.

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