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La casa di riposo in contrada Pignicedda

La casa di riposo in contrada Pignicedda

"Fondazione Giannelli, l'impertinenza del giovane Antonino contro il silenzio"

Stamerra: "D'Errico vuole partire dalle calende greche. Pee la gestione della casa riposo era stato addirittura sottoscritto un formale affidamento ad una onlus già una decina di anni addietro. Da non credersi, in piedi c’erano solo i muri"

Mi fa tenerezza l’entusiasmo giovanile del consigliere comunale Gabriele Antonino che chiede chiarimenti su una delle storie più opache degli ultimi cinqnant’anni a Brindisi, quella della fondazione Giannelli. Mi fanno incazzare invece la riposta dell’assessore D’Errico e il dover sospettare (per ora…) che anche il sindaco Rossi appartenga alla categoria dei politici che dicono una cosa, e poi ne fanno un’altra. Due anni fa, quando raccontai questa storia, Rossi –consigliere comunale di opposizione- propose una commissione d’inchiesta e anticipò una denuncia alla  Procura della Repubblica. A quasi sei mesi dalla notte in cui, con uno spontaneo Bella Ciao, festeggiammo la nostra “Liberazione”, della commissione d’inchiesta non se n’è parlato più e della denuncia alla Procura si è scoperto che non c’è stata. D’accordo, una volta le “notizie criminis” le procure le attingevano anche dai giornali, ma il mondo cambia. Se non fosse stato per l’impertinenza del giovane Antonino, un altro muro di silenzio sarebbe calato sulla vicenda. Bravo.

Cristiano D'ErricoCristiano D’Errico (nella foto accanto), assessore al Patrimonio, avrà fatto studi classici: vuole partire dalle calende greche. Attraverso i dati catastali intende ricostruire tutti i passaggi di proprietà dell’immenso patrimonio di case e di terreni della Fondazione e da lì partire per capire quello che è successo. Caro D’Errico questo lavoro è stato già fatto e pure egregiamente, basta solo chiedere le carte agli uffici competenti. Fu il sindaco Errico Ortese, eletto nel 1985 ed in carica sino al 1987/88, ad incaricare di questo accertamento due professionisti brindisini: il dott. Alberto Leoci, commercialista, per le proprietà immobiliari, il dott. Marco Mitrotta, agronomo, per quelle agricole. I due professionisti fecero il loro lavoro e consegnarono al Comune le rispettive conclusioni. Fu proprio sulla base dei dati di questo censimento che negli anni successivi fu possibile il sacco della Fondazione. L’obbiettivo del Comune è quello di verificare la legittimità di ognuna delle decine di atti notarili di compravendita per rivendicarne la revocatoria? A parte la complessità dell’operazione, i costi e,   nel caso di irregolarità (che non è detto che ci siano) con il funzionamento della giustizia italiana, si sono calcolati i tempi biblici occorrenti poi per la definizione dei sicuri giudizi?

Dalle cronache riportate dai giornali sulla seduta del consiglio comunale che ha discusso della Fondazione invece non ho letto niente di iniziative che invece era, ed è, necessario intraprendere. In primo luogo quella di convocare il commissario straordinario Antonio Nozzi, del Pd, nominato nell’incarico un paio di anni addietro dalla Regione su indicazione del consigliere Fabiano Amati, dello stesso partito, e chiedergli un rapporto sulla situazione attuale, quali iniziative sinora ha intrapreso e che fine hanno fatto gli altri organi della Fondazione, collegio dei sindaci compreso. E poi fare chiarezza sullo stato dell’opera, chi attualmente se ne incarica e a quale titolo. Non si escluda che sulla realizzazione finale dell’obbiettivo della Fondazione, quello della realizzazione di una casa di riposo per anziani, si sia già fuori tempo massimo sia perché l’immobile dovrebbe essere adeguatamente infrastrutturato per tale funzione e occorrono tanti tanti soldi e quelli della Fondazione ormai si sono volatizzati, sia perché per la gestione della Casa era stato addirittura sottoscritto un formale affidamento ad una onlus già una decina di anni addietro. Da non credersi, In piedi c’erano solo i muri e nient’altro, neanche le autorizzazioni di legge, amministrative e sanitarie, e già ne era stata affidata la gestione e, c’è da scommetterci, magari anche con tanto di pianta organica e di spartizione di assunzioni.     

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