Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Energia, altri sequestri ai Degennaro

BRINDISI - Nuova tappa dell'indagine sugli investimenti nel settore del fotovoltaico nel Brindisino da parte del Gruppo Energia legato ad alcuni membri della famiglia Degennaro di Bari. E questa volta la procura di Brindisi e Guardia di Finanza hanno bloccato con un sequestro per equivalente applicato a liquidità e ad altri impianti riconducibili ad alcune società di capitali operanti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, "un’indebita richiesta di fondi pubblici per complessivi 182 milioni di euro, di cui 11 milioni circa già erogati".

BRINDISI - Nuova tappa dell'indagine sugli investimenti nel settore del fotovoltaico nel Brindisino da parte del Gruppo Energia legato ad alcuni membri della famiglia Degennaro di Bari. E questa volta la procura di Brindisi e Guardia di Finanza hanno bloccato con un sequestro per equivalente applicato a liquidità e ad altri impianti riconducibili ad alcune società di capitali operanti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, "un'indebita richiesta di fondi pubblici per complessivi 182 milioni di euro, di cui 11 milioni circa già erogati".

Tutto sarà illustato stamani dagli investigatori in conferenza stampa: "L'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per equivalente dei contributi già percepiti dalle società e la segnalazione al Gestore dei Servizi Energetici nazionale (Gse) delle fattispecie al fine di evitare ulteriori erogazioni", anticipa la Guardia di Finanza in un comunicato. "Le indagini hanno permesso di accertare che gli indagati - al fine di ottenere indebitamente fondi pubblici - hanno falsamente attestato al gestore di aver rispettato gli obblighi previsti dagli strumenti urbanistici vigenti nella costruzione degli impianti già sequestrati il 17 aprile scorso per lottizzazione abusiva e costruzione di opere non autorizzate su aree specificatamente tutelate dal vincolo paesaggistico".

Il riferimento è all'operazione Elios, che il 17 aprile condusse al sequestro di 19 campi fotovoltaici all'iscrizione nel registro degli indagati di 13 persone tra le quali i fratelli Daniele, Gerardo e Vito Degennaro. Il sequestro preventivo impianti realizzati tra Brindisi e San Pietro Vernotico. Terreni acquisiti nel 2008, impianti costruiti tra il 2009- 2010. Con semplice dichiarazione di inizio attività per potenza nominale al di sotto di un megawatt. Undici società apparentemente divise tra loro che nel tempo hanno cambiato proprietà.

Un milione e duecentomila metri quadrati di terreni, l'equivalente di 160 campi da calcio ricoperti di silicio nelle campagne tra le contrade Acquaro - Buffi tra Brindisi e Mesagne; Angelini (sempre a Brindisi) e Le Forche a San Pietro. Terreni acquistati a partire da 3 mila euro e rivenduti a 60mila ad altre società, che istruivano i procedimenti per costruire parchi e li rivendevano ad altre società ancora, poi acquistate dal Gruppo Energia dei fratelli Degennaro.

Tutti campi fotovoltaici già in rete e già ad aprile gli investigatori anticiparono che le società stavano percependo contributi per la produzione di energie da fonti rinnovabili non escludendo appunto un secondo stralcio dell'indagine per indebita percezione di fondi pubblici. Quello giunto a conclusione in queste ore.

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