menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Giovanni Buccarella dopo il fermo

Giovanni Buccarella dopo il fermo

Fotovoltaico ed estorsioni, Buccarella e Fai restano in carcere

BRINDISI – Convalidati gli arresti per Cosimo Giardino Fai, 50 anni, e Giovanni Buccarella, 83 anni, padre del boss Salvatore, soprannominato “Balla”, entrambi di Tuturano, accusati di avere estorto 1.500 euro all’azienda “Sds Infrastrutture Spa” di Terme Vigliatore, in provincia di Messina, impegnata nella realizzazione di un impianto di energia fotovoltaica in territorio di Tuturano.

BRINDISI - Convalidati gli arresti per Cosimo Giardino Fai, 50 anni, e Giovanni Buccarella, 83 anni, padre del boss Salvatore, soprannominato "Balla", entrambi di Tuturano, accusati di avere estorto 1.500 euro all'azienda "Sds Infrastrutture Spa" di Terme Vigliatore, in provincia di Messina, impegnata nella realizzazione di un impianto di energia fotovoltaica in territorio di Tuturano.

Il giudice per le indagini preliminari Eva Toscani ha depositato nel pomeriggio la sua decisione dopo avere sentito questa mattina i due indagati. Per primo Fai, assistito dall'avvocato Gianvito Lillo. "Il mio assistito ha dato spiegazioni su quello che è successo", ha commentato il suo difensore.

Cosimo Giardino Fai è stato arrestato l'altro ieri dai carabinieri subito dopo avere intascato 1.500 euro come acconto della protezione imposta al responsabile della logistica del cantiere Giovanni Buglisi. La mazzetta chiesta, stando alla denuncia presentata ai carabinieri del Reparto operativo da Buglisi e dal suo capocantiere, era di tremila euro al mese, più ottomila euro di arretrati.

Concluso l'interrogatorio di Fai, è toccato a Buccarella. Il suo avvocato Domenico Valletta ha presentato la documentazione medica che attesta una sordità del cento percento. Giovanni Buccarella ha detto al giudice di essere andato a parlare una sola volta al cantiere per proporre una soluzione logistica. Ma non ha chiesto mai soldi e si è presentato come "Nino Balla", perché in paese tutti lo conoscono così, e non come il padre di Salvatore Buccarella.

Giovanni Buccarella, precedenti per associazione mafiosa ed altro, ha anche aggiunto che in questo momento non avrebbe mai fatto qualcosa che potesse danneggiare il figlio. Salvatore, da tempo sottoposto al regime carcerario duro, il cosiddetto 41 bis (un'ora al giorno di aria, nessun contatto con altri detenuti e con l'esterno, tranne le visite dei familiari una volta al mese, posta controllata), ora ha fatto richiesta di essere rimesso assieme agli altri detenuti. E sulla decisione del giudice non pesa solo il comportamento del recluso, ma anche quello dei suoi familiari. "Ecco perché - ha spiegato Giovanni Buccarella - non avrei mai fatto quello di cui mi si incolpa".

"Nino balla" stando all'accusa nei giorni scorsi si sarebbe presentato assieme a Fai nel cantiere dell'azienda messinese come il padre di Salvatore, il boss della Sacra corona. Questo per fare pressione su Buglisi affinché accettasse di pagare il pizzo. Il suo avvocato aveva chiesto la scarcerazione e in subordine gli arresti domiciliari. E comunque la non convalida del fermo. Invece la Toscani ha convalidato tutto, lasciando in carcere i due indagati, e disponendo la trasmissione del fascicolo processuale a Lecce, alla Direzione distrettuale antimafia.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
  • Emergenza Covid-19

    Torna ad aumentare il numero dei positivi e dei decessi in Puglia

  • Cronaca

    Sprangate contro l'ex della fidanzata: condannato a dieci anni

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento