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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Fotovoltaico selvaggio: 16 rinvii a giudizio

BRINDISI - Sono nomi ricorrenti nell’ambiente delle rinnovabili. Sono sedici e ono stati rinviati a giudizio dal gup Valerio Fracassi e affronteranno il processo, davanti al giudice monocratico, a partire dal 6 dicembre prossimo. Tra questi c’è Paride De Masi, imprenditore salentino che è parecchio noto nel Brindisino, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda.

BRINDISI - Sono nomi ricorrenti nell’ambiente delle rinnovabili. Sono sedici, ci sono imprenditori, tecnici e professionisti che furono fra i primi a finire sotto la lente del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, che nel Brindisino, inchiesta dopo inchiesta, ha smantellato un sistema e il business ad esso collegato. Sono stati rinviati a giudizio dal gup Valerio Fracassi e affronteranno il processo, davanti al giudice monocratico, a partire dal 6 dicembre prossimo.

Tra questi c’è Paride De Masi, imprenditore salentino che è parecchio noto nel Brindisino, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda. E poi Simone Azzini, di Firenze, difeso da Domenico Attanasi e Fabio Paternello, G. e S. B., siciliani, difesi dall’avvocato Ugo Colonna, Domenico Catalfamo, siciliano, difeso dall’avvocato Ugo Colonna, Armando Cavallo, di Ostuni, assistito dall’avvocato Mario Guagliani, Francesco Coppolino, dall’avvocato Ugo Colonna, Carmine Di Giglio, di Torre Del Greco, difeso dall’avvocato Federico Massa, Raffaele Federici, di Roma, difeso dall’avvocato Riccardo Fresa, Domenico Fiacchi, di Todi, difeso da Marco Rosafio, Antonio Puliafico, di Messina, difeso da Antonino, J.. I. L. R. assistito dall’avvocato Riccardo Olivo, Ettore e Mariangela Zanazzo, difesi dall’avvocato Giuseppe Di Trocchio.

Sono imputati a vario titolo di lottizzazione abusiva (per l’illecito frazionamento), abusi edilizi e violazioni ambientali, nell’ambito di un procedimento che riguarda la realizzazione di quattro parchi fotovoltaici dalla potenza complessiva superiore a 10 mw alla periferia di Brindisi, nei pressi all’area Sin (Sito di interesse nazionale) e della riserva naturale delle Saline di Punta della Contessa. Gli imputati per i quali il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi aveva chiesto il giudizio sono pugliesi, toscani, siciliani, umbri e spagnoli dovranno comparire dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Brindisi il 6 dicembre prossimo.

Tra questi c’è l’imprenditore Paride De Masi, nato a Casarano e residente a Melissano, difeso da Massimo Manfreda, Simone Azzini, direttore tecnico dei lavori, difeso dagli avvocati Domenico Attanasi e Fabio Paternello e J. I. L. R., nativo di Malaga, già coinvolto in altre inchieste analoghe. Diverse le società coinvolte, tra cui la Girasole srl, la Photos srl, la Geos srl e l’Apulian renewable energy.

Le persone coinvolte sono accusate a vario titolo di aver realizzato, nel 2011, impianti di potenza superiore a 1 megawatt senza l’autorizzazione unica regionale, suddividendolo “artificiosamente” in due, pur facente capo alla medesima proprietà, proseguendo comunque i lavori nonostante il Comune di Brindisi avesse imposto la sospensione. Avrebbero attestato falsamente che non v’erano vincoli ricadenti sulle aree, nonostante vi fosse l’obbligo di caratterizzazione e bonifica perché interne al Sito di interesse nazionale, in cui è stata certificata la presenza di inquinanti . In un altro caso avrebbero violato le autorizzazioni paesaggistiche, proseguendo i lavori vicino a un cosiddetto “corridoio ecologico”. Avrebbero infine illecitamente smaltito rifiuti, bruciando ingenti quantitativi di legname, imballaggi e metalli, senza alcun permesso.

I sequestri scattarono nel 2011 nelle contrade Trullo-Masseria Caracci (Saline Punta della Contessa), Trullo, e contrada Capitan Monza. Gli impianti pur essendo ancora oggi avvolti dai sigilli, sono stati affidati a un amministratore giudiziale e sono funzionanti, spiega l’avvocato Massimo Manfreda che assiste l’imprenditore Paride De Masi, la cui posizione, secondo la tesi difensiva, sarebbe “marginale” in relazione al novero e alla gravità delle accuse.

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