Cronaca

Fra party e mercatini, A Natale non c'è più spazio per i "Suoni della devozione"

A 14 anni dalla prima edizione, la rassegna musicale dei "Suoni della devozione" è stata esclusa dal programma degli eventi natalizi del Comune di Brindisi. Fra concorsi di danza, balletti, giochi per bambini e concerti di vario genere, non si è trovato spazio per una kermesse pressoché unica nel panorama musicale nazionale, divenuta uno dei tratti distintivi del Natale brindisino

BRINDISI – A 14 anni dalla prima edizione, la rassegna musicale dei “Suoni della devozione” è stata esclusa dal programma degli eventi natalizi del Comune di Brindisi. Per ragioni di bilancio si è rinunciato all’opportunità di far risuonare nelle chiese cittadine diverse espressioni religiose nelle culture nel mondo. Fra concorsi di danza, balletti, giochi per bambini e concerti di vario genere, non si è trovato spazio per una kermesse pressoché unica nel panorama musicale nazionale, divenuta uno dei tratti distintivi del Natale brindisino. 

Ma in una città in cui la sala che ospita il capitello della Colonna romana viene messa a disposizione di un party eno-gastronomico, evidentemente, l’appuntamento con la buona musica suona stonato agli amministratori comunali. E così è stata rigettata la proposta formulata da Roberto Caroppo, storico ideatore e organizzatore de “I suoni della devozione”, direttore per sei anni dell’”Adriatic International Festival” della Provincia di Brindisi, fra gli artefici del “Festival Musica Mundi” di Grottaglie e, per la parte musicale, di tutte le edizioni della ‘Notte di Naturalia’ nella riserva Marina di Torre Guaceto, nonché attuale curatore dei “Concerti per pianoforte all’alba di Torre Guaceto”.

Lo stesso, fra l’altro, nelle vesti di direttore del comitato “Feste patronali”, era stato già escluso dal calendario di eventi per le festività in onore dei santi patroni Lorenzo e Teodoro, dello scorso settembre. Adesso, la seconda bocciatura.

“Ragioni di bilancio – dichiara appunto Caroppo - non c’era spazio per la rassegna tra i 189mila euro spesi per il Natale”. Eppure  “I suoni della devozione” è stata tra le prime rassegne in Italia a proporsi come crocevia di linguaggi musicali, soprattutto di quelli meno conosciuti. “Un veicolo - dichiara Caroppo - di ricerca e tradizione, una lettura del sacro a partire dalla musica di oggi, offrendo così al pubblico la possibilità di incontrare e scoprire musicisti di diversa formazione, luoghi di provenienza e modi di vivere la musica”.

“Il focus artistico della manifestazione, in questi anni – prosegue Caroppo -  è sempre stato orientato sulle diverse espressioni Roberto Caroppo-6religiose nelle culture del mondo, con artisti legati a Chiese diverse, ma anche laici, che rielaborano il patrimonio religioso della propria cultura”. “E  in questi anni – dichiara ancora il promoter brindisino - si sono avvicendate le voci più rappresentative della scena internazionale, voci capaci di esprimere una domanda di spiritualità assolutamente libera, che hanno utilizzato come luogo scenico le più importanti chiese della città valorizzando e facendo  riscoprire il patrimonio artistico, culturale e religioso di Brindisi”. 

Fra gli artisti internazionali succedutisi in questi 14 anni figurano: Alice, Hevia (Spagna), Antonella Ruggero e Arkè String Quartet, Ambrogio Sparagna, Rozaneh (Iran), Dijvan Gasparyan (Armenia), Martin O'Connor (Irlanda), Karen Matheson Band (Scotland), Peppe Barra e Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile con Luigi Lai e Baba Sissoko, Elena Ledda, Moni Ovadia, Ensemble Micrologus, Janet Arbison e Belfast Harp Orchestra (Irlanda) un ensemble composto da giovani arpisti cattolici e protestanti di Belfast, Maire Ni Chatasaigh (Irlanda), Shine (Scotland), Timna Brauer e Elias Meiri (Yemen-Israele), Orchestra araba di Nazareth formata da musicisti israeliani e palestinesi, Kathryn Tickell band (Inghilterra), Savina Yannatou e Primavera en Salonico (Grecia), Silvia Malagugini e la Compagnia Nona Sima (Francia),  Dave Swarbrick ex Fairport Convention (Inghilterra), Zar (Danimarca).

E poi Theatrum Instrumentorum, Chominciamento di Gioia, Musica Officinalis, Gianni Perilli, Solis String Quartet, La Confraternita de Musici, Franca Masu e Fausto Beccalossi, Peppe Servillo, Nafra (Malta), Robin Brown and the Triumphant of Delegation (Usa), Grainne Hambly e Billy Jackson (Irlanda), e Black voices (Inghilterra), Michele Gazich, Quintana Ensemble del Mediterraneo, Raffaello Simeoni con Gabriele Russo e Goffredo Degli Esposti.

Per l’edizione 2014-2015 della rassegna, Caroppo avrebbe voluto portare a Brindisi: i concerti dei fratelli Mancuso dalla Sicilia con i canti lirici e le novene natalizie siciliane; l’ Ensemble Calixtinus & Faraualla nel programma medievale de Le Cantigas de Santa Maria nell’Adriatico di Bisanzio; Vittorio De Scalzi dei  New Trolls ne ‘Il Suonatore Jones’ con molti brani tratti da“Senza orario, senza bandiera”, disco del quale Fabrizio De Andrè fu autore dei testi tratti dalle poesie di Riccardo Mannerini; “A due Mantici”, le radici popolari della musica colta con Cosimo Prontera (organo), Nico Berardo (sordellina, zampogna e ciaramella), Vito De Lorenzi (percussioni).  

Grazie all’aiuto di alcuni sostenitori privati, solo quest’ultimo concerto, con ogni probabilità, vedrà la luce il 27 dicembre, alle ore 21, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Da quanto riferito da Caroppo, “sembrava che la rassegna fosse stata in primo tempo inserita nel programma del Natale a Brindisi, poi nel pomeriggio, la comunicazione ‘ufficiosa’ che era stata depennata dagli eventi. Non me l’aspettavo ma, tutto sommato, l’avevo messo in conto”.  E alla domanda se vi siano ancora dei margini per collaborare con questa amministrazione comunale, Caroppo si trincera dietro un “No comment”.

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