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Francavilla Fontana, incendio Centro Casalinghi: assolti con formula piena i fratelli Di Castri

Il gigantesco rogo si sviluppò nella zona Pip nel luglio 2012. Per domarlo furono impegnati i vigili del fuoco di Brindisi e Francavilla

FRANCAVILLA FONTANA - Sono stati assolti con formula piena perchè il fatto non sussiste i fratelli Pompeo e Vincenzo Di Castri, soci del Centro Casalinghi srl di Francavilla Fontana, processati con l'accusa di avere, dolosamente, incendiato e provocato gravi danni alle strutture della loro azienda e alle merci custodite all'interno, nonchè di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Il processo penale a loro carico si è concluso il 30 gennaio con l'assoluzione perchè il fatto non sussiste. I fratelli Di Castri erano difesi dagli avvocati Roberto Palmisano e Pierluigi D’Urso, coadiuvati dall'ingegnere Angelo Sgura e e dal dottor Giampiero Moretto. Il rogo si verificò nel luglio 2017 nella zona Pip della città. 

Di seguito la nota inviata dall'azienda. 

"S’impone un sentito ringraziamento al Collegio difensivo composto dagli avvocati Roberto Palmisano e Pierluigi D’Urso, dall’ingegnere  Angelo Sgura e dal dottore Giampiero Moretto che oltre alla loro capacità tecnica hanno speso nella vicenda, per anni, ogni loro energia. Non si può tacere nell'investire della vicenda le associazioni di categoria, i sindacati, ed i parlamentari del
territorio al fine di attenzionare la problematica fondamentale dell’assicurazione ramo danni (incendi, allegamenti )".

"Se da un lato le aziende sono, quasi, costrette ad assicurare, dall’altro, in caso di sinistro, la copertura assicurativa non lenisce in nessun misura le difficoltà che il danno arreca all’azienda. Questo perche’ accade? Perche’ le polizze proposte da tutte le compagnie includono una clausola, specificando che finchè c’è un accertamento penale in corso la compagnia non paga il danno.  Si tratterà, quindi, di 'costringere' le commissioni industria di Camera e Senato a valutare l’opportunità di inserire una clausola di ordine pubblico affichè venga statuito che se l'accertamento penale non si conclude in un arco temporale fissato per legge, la compagnia, seppur con riserva, deve procedere al pagamento, per far in modo che, sia l’assicurato che la compagnia, abbiano interesse ad una rapida definizione del processo, e non piuttosto al protrarsi dello stesso sine die come accade oggi". 

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