Cronaca Francavilla Fontana

Addio a Microsoft e alle maxi spese per le licenze. Il Comune sposa Linux e l'open source

E' già stato dimostrato che si può interrompere la dipendenza dalle case editrici facendosi i libri di testo da sé, con tutto il risparmio che ne consegue. Ora è la volta di affermare un altro principio: la possibilità di abbandonare il monopolio, per lo meno negli uffici pubblici, di Microsoft

BRINDISI - E’ già stato dimostrato che si può interrompere la dipendenza dalle case editrici facendosi i libri di testo da sé, con tutto il risparmio che ne consegue. Ora è la volta di affermare un altro principio: la possibilità di abbandonare il monopolio, per lo meno negli uffici pubblici, di Microsoft e scegliere la filosofia open source di Linux, in prosa sostituire i sistemi operativi dei pc che costano un bel po’ di danaro per le licenze con alternative liberamente scaricabili dalla rete che non comportano alcuna spesa e che per altro non esigono sistemi antivirus perché non ci sono virus che potrebbero attaccarli.

La scelta, per nulla difficile considerato che Linux è ormai una realtà diffusissima in tutto l’emiciclo (ed è quella che utilizza la Nasa perché ritenuta la più sicura al mondo), l’hanno fatta pochi Comuni in Italia e fra questi nel Brindisino c’è il Comune di Francavilla Fontana, il solo a queste latitudini, che ha deciso di svoltare. Non senza dover vincere le resistenze di qualcuno ancorato al ragionamento che Microsoft è garanzia di funzionamento dei software specializzati.

Non è più così. Ora si può pensare di rapportarsi a un pc esattamente come lo si fa con uno smartphone, specie uno di quelli che montano un sistema Android. C’è una mega piattaforma condivisa su cui sviluppatori si cimentano a creare programmi di ogni genere, ognuno può dotarsi di un sistema operativo (l’omologo di Xp, per fare un esempio) e scegliersi i programmi che vuole come fossero applicazioni. Per chi non dovesse saperlo fare c’è la possibilità di rivolgersi a una equipe di giovani maghi dell’informatica in grado di risolvere ogni problema e non solo, anche di creare un pc “su misura” a ognuno dei dipendenti pubblici. Sono i ragazzi di Gruppo Zero, già alle prese con le stampanti 3D, per i quali ormai la filosofia del freesoftware del pinguino non è una novità ma l’assoluta normalità.

La piccola rivoluzione informatica che segue a quelle di Modena, della provincia di Bolzano, di Torino e all’impegno di Messina, è stata decisa con una mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale di Francavilla Fontana su proposta del consigliere Emanuele Modugno, di Rifondazione Comunista.

Gruppo Zero-2“La mozione –spiega Modugno -  redatta con l'apporto fondamentale di un movimento di giovani francavillesi denominato Gruppo Zero, dà un grande segnale nel senso dell'innovazione tecnologica e non solo. Sono da sottolineare, infatti, più aspetti su cui il recepimento di tale mozione andrà ad incidere in futuro: con la graduale dismissione dei prodotti a marchio Microsoft e la contestuale adozione di programmi Open Source ci sarà un considerevole risparmio economico per l'Ente, basti pensare ad altri casi analoghi in Europa (Monaco di Baviera) e in Italia (Modena e provincia di Bolzano tra gli altri) che ci hanno preceduti in questa scelta; inoltre, dal punto di vista strettamente etico, tale mozione lancia un messaggio di contrasto alla monopolista Microsoft. La mozione sarà ovviamente recepita con la gradualità necessaria affinché non ci siano intoppi nel lavoro quotidiano degli uffici. In tal senso, per giunta, grazie anche ai risparmi economici ottenuti dal mancato acquisto delle licenze Microsoft, si potranno prevedere dei corsi dii formazione ad hoc per i dipendenti comunali. Riteniamo che l'approvazione della mozione sull'Open Source sia un primo passo fondamentale nel senso dell'innovazione tecnologica e del risparmio economico”.

(Nella foto di gruppo, da destra, William Donzelli, Angelo Consoli, Pierfrancesco Vania, Riccardo Candita, Antonio Camarda, Vincenzo Cavallo di Gruppo Zero, con una stampante 3D)

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