Francavilla, un negozio tutto in "nero"

FRANCAVILLA FONTANA – Dal cassiere al magazziniere tutti rigorosamente in “nero” nell’attività commerciale del 26enne Giancarlo Rochira. Fratello del più noto Cosimo - 9 anni più grande di lui, nel locale in cui stava aprendo l’8 ottobre scorso, a San Michele Salentino, fu ammazzato il 42enne Vincenzo Della Corte – il commerciante è stato denunciato dopo un blitz dei militari della Compagnia di Francavilla Fontana insieme con i carabinieri del nucleo Ispettorato Lavoro di Brindisi e del Comando compagnia Tutela Salute di Taranto.

Il comando carabinieri di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA – Dal cassiere al magazziniere tutti rigorosamente in “nero” nell’attività commerciale del 26enne Giancarlo Rochira. Fratello del più noto Cosimo - 9 anni più grande di lui, nel locale in cui stava aprendo l’8 ottobre scorso, a San Michele Salentino, fu ammazzato il 42enne Vincenzo Della Corte – il commerciante è stato denunciato dopo un blitz dei militari della Compagnia di Francavilla Fontana insieme con i carabinieri del nucleo Ispettorato Lavoro di Brindisi e del Comando compagnia Tutela Salute di Taranto.

Non solo lavoro irregolare ma anche merce detenuta in pessimo stato di conservazione in locali in uso al 26enne che sono stati sospesi nella loro attività. Tra merce e valore dei locali i carabinieri hanno congelato beni per circa 2 milioni di euro. Fiato sul collo dei carabinieri del Norm di Francavilla – guidati dal tenente Simone Clemente - nei confronti delle attività commerciali anche dopo il sequestro del network dei casalinghi che aveva organizzato truffe milionarie in tutta Italia.

Nel corso dei controlli effettuati nella giornata oggi  i militari operanti hanno riscontrato:  la presenza di undici dipendenti senza regolare contratto di assunzione; l’utilizzo di locali interrati quali depositi di vivande ed articoli casalinghi senza le prescritte autorizzazioni delle  autorità; gravi carenze igienico sanitarie confermate anche dai dirigenti dell’Asl di Brindisi intervenuti sul posto. Constatate tali irregolarità i militari procedevano alla sospensione imprenditoriale amministrativa e alla chiusura immediata dei locali illecitamente adibiti a deposito. Elevate infine sanzioni amministrative per un totale di circa 22.000 euro.

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