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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Freda indagato per mini-lanciarazzi

BRINDISI - Una piccola matita lanciarazzi del tipo Minolux, dall’aspetto innocuo, che è però a tutti gli effetti un’arma comune da sparo: la trovò la Digos in casa di Franco Freda, al quartiere Casale di Brindisi, nei giorni successivi alla strage della Morvillo. Ed è per la sua illecita detenzione che l’uomo con la valigetta, il presunto terrorista nero che fu processato e assolto per la strage di piazza Fontana ed invece condannato soltanto per associazione sovversiva, è stato denunciato ed è sotto inchiesta da parte della Procura di Brindisi. Il pm titolare del fascicolo è Giuseppe De Nozza.

BRINDISI - Una piccola matita lanciarazzi del tipo Minolux, dall'aspetto innocuo, che è però a tutti gli effetti un'arma comune da sparo: la trovò la Digos in casa di Franco Freda, al quartiere Casale di Brindisi, nei giorni successivi alla strage della Morvillo. Ed è per la sua illecita detenzione che l'uomo con la valigetta, il presunto terrorista nero che fu processato e assolto per la strage di piazza Fontana ed invece condannato soltanto per associazione sovversiva, è stato denunciato ed è sotto inchiesta da parte della Procura di Brindisi. Il pm titolare del fascicolo è Giuseppe De Nozza.

L'aggeggio si trovava in un cassetto del suo studio: gli agenti diretti da Vincenzo Zingaro, andarono a perquisire d'iniziativa l'appartamento di via Magaldi, al Casale nell'ambito delle indagini sulla strage del 19 maggio, quando morì Melissa Bassi e rimasero ferite altre 9 persone. Non ci impiegarono molto gli investigatori a comprendere che non si trattava di una stilografica ma di uno strumento equiparabile a un'arma, incluso nel Registro delle armi comuni da sparo e catalogato come "matita lanciarazzi".

E' una tipologia di strumento che fu utilizzato dai soldati americani durante la seconda guerra mondiale e che oggi viene adoperato in Afghanistan dai militari italiani per segnalare agli abitanti di allontanarsi dal percorso dei convogli. Vengono però utilizzati soltanto razzi innocui, mentre lo stesso congegno, con opportune modifiche, secondo la polizia può essere caricato anche con munizionamento letale. Non è stato accertato a che periodo risalga la "matita" in possesso di Freda che ha lasciato Brindisi da qualche settimana e che si è trasferito in Irpinia, terra d'origine della sua famiglia (Freda ha vissuto a lungo a Padova), dove si è risposato. Certo è che è stata sottoposta a sequestro e dopo essere stata repertata è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il fascicolo sulla detenzione illegale contestata a Freda è affidato al pm Giuseppe De Nozza che era di turno in quei frangenti e che a conclusione delle indagini preliminari dovrà decidere se esercitare l'azione penale e chiedere il giudizio dell'ex esponente di Ordine nuovo la cui figura è stata di recente tratteggiata nel film di Marco Tullio Giordana, Romanzo di una strage. Franco Freda ha trascorso gran parte della sua vita a Brindisi: con l'immancabile valigetta ha percorso a piedi quotidianamente il percorso che dal Casale lo conduceva al centro della città. Oggi fa l'editore, possiede una piccola casa editrice, la "Edizion di Ar", la cui selezione è piuttosto singolare e accurata. A Brindisi ha fatto spesso ritorno, negli ultimi tempi, per motivi famigliari.

Quando esplosero le tre bombole riempite di nitrato di ammonio che, si è accertato solo dopo, erano state posizionate davanti ai cancelli della scuola Morvillo Falcone da un imprenditore di Copertino, Giovanni Vantaggiato, arrabbiato - a suo dire - per una truffa subita e motivato a compiere per questo un atto dimostrativo contro il Tribunale, le attenzioni investigative inevitabilmente sfiorarono anche lui, non foss'altro che per la condanna per associazione sovversiva e per il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla strage di piazza Fontana. Si stavano battendo allora tutte le piste. L'arma, però, forse dimenticata sotto la polvere, fu scovata e si dovette procedere, non trattandosi di materiale consentito.

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