Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Fucilata per sbaglio all’amico: brindisino condannato

Sentenza in abbreviato per Dionisio Livera: tre anni 5 mesi e 10 giorni per lesioni personali gravi, detenzione di armi e coltivazione di marijuana

BRINDISI – Il 2 gennaio 2014 in una villetta del rione Sant’Elia si sfiorò la tragedia: partì una fucilata per sbaglio e un muratore rimase ferito in maniera grave, tanto da temere per la sua vita. Per quel colpo accidentale oggi è stato condannato Dionisio Livera, 32 anni, di Brindisi, alla pena di tre anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione.

Dionisio Livera-2La sentenza è stata pronunciata dal gup Maurizio Saso, a conclusione del processo con rito abbreviato chiesto e ottenuto dal difensore, Giuseppe Guastella, lo stesso che ha assistito Livera (nella foto accanto) in sede di interrogatorio per la convalida dell’arresto a distanza di poche ore dai fatti.

L’imputato è finito sotto processo per lesioni personali gravi ai danni dell’amico, Giuseppe Fiume, 34 anni, anche lui di Brindisi, parte civile che in giudizio è stato rappresentato dall’avvocato Riccardo Mele. Fiume finì in ospedale, ricoverato in Rianimazione per diverso tempo a causa delle lesioni riportate all’addome. Oltre quaranta giorni di prognosi dopo un delicato intervento chirurgico. Il gup ha riconosciuto una provvisionale di 40mila euro, immediatamente esecutiva.

Quella mattina, era un giovedì, Dionisio Livera era nella sua villetta che si affaccia sulla vecchia strada che collega il rione Sant’Elia a San Donaci, mentre Giuseppe Fiume era assieme al padre e a un altro muratore in una villetta accanto per portare a termine lavori edili: prima della fine del turno decise di passare a salutare l’amico e varcò il cancello quando Livera aveva un fucile a canne mozze in mano.

La lupara e la pistola-2Il colpo partì in maniera accidentale. Circostanza riferita dallo stesso Livera tanto ai carabinieri che al pm Marco D’Agostino. E poi accertata dalle indagini e contestata nel capo di imputazione per il quale è stato rinviato a giudizio: “per aver cagionato a Fiume lesioni tali da metterne in pericolo la vita con incapacità dello stesso a provvedere alle ordinarie occupazioni dopo averlo colpito accidentalmente con pallini di piombo esploso dal fucile a canne mozze”.

L’imputato è stato accusato anche di detenzione di armi comuni da sparo e clandestine, oltre al fucile una pistola con matricola abrasa, nonché di coltivazione di piante di marijuana, sia pure con il riconoscimento dell’ipotesi lieve, dopo la scoperta dei carabinieri sul retro della villetta. Furono trovate sei piantine in una serra artiginale.

Il pm aveva chiesto la condanna a cinque anni. Il gup, dopo aver ascoltato il difensore dell'imputato Giuseppe Guastella e quello della parte civile Riccardo Mele (foto in basso), ha chiuso a tre anni, cinque mesi e dieci giorni, previo riconoscimento delle attenuanti generiche sulla contestata aggravante e sulla recidiva, al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito alternativo.

RICCARDO MELE-3giuseppe guastella-3Sono stati condannati anche Cosimo Livera, alla pena di otto mesi e 300 euro di multa, e Andrea Carlucci, a quattro mesi e 300 euro, in relazione all’accusa di essersi impossessati di “un numero imprecisato di elementi metallici in ferro zincato sottraendoli dalla balaustra ai lati della pista ciclabile del Comune di Brindisi, nel tratto compreso fra via Sant’Angelo e il canale Patri”.

Le motivazioni saranno depositate tra 60 giorni.

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