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Inseguimento a Sant'Elia: si rifugia in casa poi finisce in carcere

Un brindisino di 37 anni senza patente aveva superato una radiomobile dei carabinieri ignorando poi l'alt

BRINDISI – Sorpassa a tutta velocità una radiomobile dei carabinieri della compagnia di Brindisi, ignora l’alt, poi si rifugia nel proprio appartamento e a spintoni cerca di evitare il controllo da parte dei militari, rifiutando anche il test anti-droga. Alla fine il brindisino Giovanni Biasi di 37 anni è finito in carcere a via Appia per resistenza a pubblico ufficiale su decisione del pm di turno, e la sua auto invece è finita sotto sequestro amministrativo perché Biasi non aveva neppure la patente, che gli era stata ritirata.

La vicenda ha avuto inizio in via Mantegna al quartiere Sant’Elia attorno alle 22,30 di ieri 8 maggio. L’auto di servizio con a bordo un equipaggio della sezione radiomobile della compagnia carabinieri di Brindisi procedeva lentamente perlustrando la zona, quando è stata superata a velocità sostenuta da un’altra vettura. I militari, insospettiti, si sono messi subito all’inseguimento azionando i dispositivi luminosi e sonori per intimare l’alt al conducente del veicolo, il quale invece ha continuato la propria corsa per circa due chilometri.

Alla fine di una serie di manovre spericolate, l’uomo ha poi abbandonato l’auto proseguendo la fuga a piedi per raggiungere la propria abitazione. I carabinieri, che non avevano perso contatto con l’inseguito, lo hanno raggiunto quasi subito, e hanno dovuto immobilizzare il sospettato che a spintoni e divincolandosi cercava di allontanare l’equipaggio della radiomobile, si legge in un comunicato del comando provinciale dell’Arma.

Biasi manifestava uno stato di alterazione psicofisica tale da indurre i militari a chiedergli di sottoporsi ad al test per l’accertamento di eventuale assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, ma lui ha rifiutato. I carabinieri hanno quindi accertato che la persona in questione era anche priva della patente di guida, che gli era stata revocata, circostanza accertata anche il 17 aprile durante un altro controllo. Ciò ha provocato anche il sequestro amministrativo dell’auto di Biasi.

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