Cronaca

Fuga di notizie sul "Renzicottero": nei guai tre sottufficiali brindisini

Tre sottufficiali brindisini dell’Aeronautica Militare in servizio presso il centro radar App di Brindisi sarebbero finiti sotto inchiesta per aver divulgato alla stampa i dati di volo riguardanti un elicottero a bordo del quale si trovava il premier Matteo Renzi, che lo scorso 2 marzo fu costretto a un atterraggio d’emergenza nella provincia di Arezzo

BRINDISI – Tre sottufficiali brindisini dell’Aeronautica Militare in servizio presso il centro radar App di Brindisi sarebbero finiti sotto inchiesta per aver divulgato alla stampa i dati di volo riguardanti un elicottero a bordo del quale si trovava il premier Matteo Renzi, che lo scorso 2 marzo fu costretto a un atterraggio d’emergenza nella provincia di Arezzo. E’ quanto emerge da un’interrogazione parlamentare presentata nella giornata di oggi (22 ottobre) dai deputati della commissione Difesa del Movimento 5 stelle. I grillini chiedono al ministro della Difesa Roberta Pinotti di chiarire “quali immediate iniziative intenda avviare per riparare il danno arrecato ai tre militari”.

Già, perché l’Aeronautica, secondo i promotori dell'interrogazione, avrebbe aperto un procedimento disciplinare a carico di ognuno dei tre indagati, nonostante l’inchiesta si “sarebbe conclusa senza che sia stato possibile attribuire ad alcuno dei presunti colpevoli la effettiva responsabilità della divulgazione delle informazioni sul volo del velivolo utilizzato da Matteo Renzi il 2 marzo scorso”.  Non solo, uno dei tre, stando alle informazioni raccolte dai 5 Stelle, sarebbe già stato punito con due giorni di reclusione nella cella di rigore.

Il volo in questione, partito da Roma e diretto a Firenze, fece un atterraggio d’emergenza in un campo sportivo a Badia al Pino (Arezzo). Le immagini di Renzi che scendeva dall’elicottero (ribattezzato dai Grillini il “Renzicottero”) vennero divulgate da Tg La7, durante l’edizione delle ore 20. Da “fonti di stampa”, i grillini hanno appreso che, dopo la messa in onda delle immagini, l’Aeronautica Militare avviò un’inchiesta. E a tal proposito, il segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari e forze di polizia (Pdm), da quanto si legge nell’interrogazione, dichiarò: “Sicuramente da Palazzo Chigi qualcuno aveva chiesto la testa del responsabile di quello che evidentemente è stato ritenuto un vero e proprio reato di 'lesa maestà'”.

Ma come mai si arrivò ai tre militari brindisini? Perché questi si trovavano presso la sala operativa Radar/APP di Brindisi, quel fatidico 2 marzo. E dunque, secondo i grillini, l’Aeronautica ne avrebbe fatto dei capri espiatori. I deputati prendono le difese dei militari, rimarcando come “i tre sottufficiali in questione abbiano sempre mostrato attaccamento alla divisa e siano unanimemente considerati ottimi militari, riportando costantemente valutazioni eccellenti ed il plauso dei diretti superiori”.

A detta dei 5 Stelle si sta procedendo quindi con “una generica e ingiusta caccia ai colpevoli ad ogni costo attribuendo sempre ad avviso degli interroganti arbitrariamente, la divulgazione delle notizie a personale la cui responsabilità è consistita solamente nell'essere presenti in attività di servizio nel medesimo giorno del fatto e nella stessa sede da cui l'autorità militare ritiene siano state divulgate le notizie, che già i mezzi di informazione avevano reso noto con i Tg delle 13”.

Per questo i deputati chiedono al ministro Pinotti “se il governo ritenga accettabile per un Paese che si definisce democratico l'uso di un metodo che appare agli interroganti contrario ai principi dell'ordinamento italiano e che, a giudizio degli interroganti in assenza dell'individuazione di un responsabile certo, sembra proteso con ogni sforzo a colpire in modo indiscriminato e alquanto generico chi il 2 marzo 2015, per il solo fatto di essere in servizio, si trovava presso la sala operativa Radar/APP del distaccamento aeroportuale di Brindisi”.

Va detto che tale interrogazione rientra nella battaglia condotta dai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle contro l’abuso dei voli di Stato da parte dello stesso Renzi e dei ministri. Una battaglia improntata alla trasparenza, in virtù di “una legittima sensibilità della pubblica opinione  - si legge ancora nell'interrogazione - che richiederebbe una maggiore trasparenza e disponibilità delle istituzioni nel dare il massimo delle informazioni come, ad esempio, la pubblicazione integrale degli atti che costituiscono il presupposto alla concessione dell'autorizzazione all'uso del volo di Stato secondo la vigente normativa”.

E in una nota stampa divulgata stamani, tornando al caso dei tre sottufficiali brindisini, i grillini parlano di “rastrellamento in piena regola, roba da Corea del Nord, o peggio ancora una lezione di matrice maoista: punirne uno, o tre come nella fattispecie, per educarne cento. Ci aspettiamo chiarezza e trasparenza da parte del ministro Pinotti. Riferisca quanto accaduto".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fuga di notizie sul "Renzicottero": nei guai tre sottufficiali brindisini

BrindisiReport è in caricamento