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Cronaca Ostuni

Fuga spericolata lungo la complanare: dopo l’inseguimento recuperata l'auto

OSTUNI - Puntavano con ogni probabilità ad assalire un furgone in sosta . Alla vista degli agenti piuttosto che cadere nella rete hanno rischiato di grosso, pur di sfuggire alla cattura, ingaggiando con le forze dell’ordine un pericoloso e rocambolesco inseguimento. Alla fine i banditi sono riusciti a far perdere le loro tracce: a piedi. L’auto sulla quale viaggiavano, insieme alla refurtiva custodita nel bagagliaio, è stata invece recuperata dagli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Ostuni.

OSTUNI - Puntavano con ogni probabilità ad assalire un furgone in sosta . Alla vista degli agenti piuttosto che cadere nella rete hanno rischiato di grosso, pur di sfuggire alla cattura, ingaggiando con le forze dell'ordine un pericoloso e rocambolesco inseguimento. Alla fine i banditi sono riusciti a far perdere le loro tracce: a piedi. L'auto sulla quale viaggiavano, insieme alla refurtiva custodita nel bagagliaio, è stata invece recuperata dagli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Ostuni.

Questo il bilancio di una notte spericolata stroncata sul nascere dalla polizia, nell'ambito di una operazione eseguita sulla scorta delle direttive impartite dal Dirigente del Commissariato di Ostuni, Francesco Angiuli. A margine degli ultimi fatti di cronaca ed al fine di contrastare il fenomeno dei furti di veicoli/macchine operatrici e delitti contro il patrimonio in genere, i poliziotti avrebbero intensificato i controlli.

E così la notte scorsa (alle 3.30 del mattino), la Squadra Volante ha intercettato alle porte di Villanova, all'interno di un'area di servizio posta a margine della corsia sud della strada statale 379, una vettura di grossa cilindrata, una Alfa 156 di colore scuro (con a bordo tre soggetti travisati) che, alla vista degli agenti, dopo aver operato una pericolosissima manovra a "U", si dirigeva a forte velocità verso l'uscita che consente di accedere alla "complanare".

I poliziotti, insospettiti dalla repentina manovra, si ponevano immediatamente all'inseguimento della berlina e sfruttando un viottolo pedonale, riuscivano a raggiungere ed immettersi sulla complanare in anticipo rispetto ai fuggitivi; costoro, "spiazzati" da tale inaspettata manovra, acceleravano ulteriormente l'andatura, finendo poi per urtare con la ruota anteriore destra il cordolo di un'aiola. L'inizio della fine della corsa. Ma non della fuga, proseguita a piedi, per le campagne, nonostante gli agenti avessero sparato alcuni colpi di pistola in aria allo scopo di intimargli l'alt.

I tre malviventi venivano inseguiti dagli agenti (dapprima per strada, poi anche nella folta vegetazione). Tuttavia, al fine di evitare di pregiudicare la sicurezza veicolare sulla complanare (che era rimasta interamente impegnata trasversalmente dall'auto abbandonata dai fuggitivi), non hanno potuto che soprassedere dall'inseguimento e provvedere a mettere in sicurezza la viabilità.

Con l'ausilio di ulteriori rinforzi la polizia ha poi proceduto ad ispezionare l'intera zona allo scopo di rintracciare i tre ignoti malviventi, che però erano riusciti nell'oscurità a far perdere le loro tracce. E' probabile che la banda stesse puntando a mettere le mani su un furgone "Iveco Daily", parcheggiato in una piazzuola di sosta, all'interno del quale il conducente (un commerciante della provincia di Bari) era intento a riposare.

Al termine dei controlli e degli accertamenti espletati, è stato appurato che l'Alfa 156 era stata rubata nel febbraio scorso a San Michele Salentino. All'interno della berlina è stato rinvenuto un ingente quantitativo di strumenti atti allo scasso. In particolare, sono state sequestrate una ventina di centraline elettroniche per autovetture di vario tipo, decine di leve, cacciaviti, chiavi per meccanico ed utensili per tranciare lamiere, di vario genere, tipo e dimensioni; flex elettrici e relativi trasformatori di potenziale per l'alimentazione degli stessi, cordame, navigatori satellitari, tranciatubi, e, persino, evidenziatori e pennarelli, oltre ad una miriade di altri utensili. Insomma, un'autentica officina mobile. Indagini e ricerche sono in corso per risalire alla banda.

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