Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Funghi, in quattro giorni dieci intossicazioni e due sequestri di specie pericolose

Negli ultimi quattro giorni nel Brindisino si sono verificati 10 casi di avvelenamento (solo 8 nella giornata di domenica 25 settembre) tra Torre Santa Susanna, Fasano, Ostuni e Francavilla Fontana e sono stati operati due grossi sequestri di funghi pericolosi a venditori ambulanti.

BRINDISI – Inizia la stagione umida, quella che favorisce la raccolta dei funghi e iniziano le intossicazioni e i sequestri di esemplari tossici o velenosi. Negli ultimi quattro giorni nel Brindisino si sono verificati 10 casi di avvelenamento (solo 8 nella giornata di domenica 25 settembre) tra Torre Santa Susanna, Fasano, Ostuni e Francavilla Fontana e sono stati operati due grossi sequestri di funghi pericolosi a venditori ambulanti.

Nel pomeriggio di domenica scorsa i tre micologi dell’Asl di Brindisi sono stati tutti impegnati in casi di intossicazione e sequestri. A Torre Un ispettore micologico dell'Asl controlla dei funghi-2Santa Susanna un nucleo famigliare composto da nove persone ha consumato funghi apparentemente commestibili, in tre sono finiti in ospedale con sintomi da avvelenamento: vomito, dolori addominali e dissenteria.

“In questo caso sono stati consumati funghi detti “a tossicità incostante” – spiega Liborio Rainò (foto a sinistra), responsabile del Centro di controllo micologico dell’Asl di Brindisi – significa che se ben cotti e assunti in piccole quantità possono non fare male, al contrario diventano pericolosi. In questo caso erano stati consumati cotti alla griglia”. Per fortuna i tre tra cui un papà con il figlio non hanno riportato gravi conseguenze, nonostante non si sono recati subito in ospedale per aver attribuito il malessere ad altre cause come il consumo di frutti di mare il giorno precedente.

Poco dopo, intorno alle 19, in ospedale sono finite cinque persone di Fasano: avevano consumato l’”Entoloma sinuantum”, un fungo molto diffuso simile ad alcuni tipi commestibili ma molto pericoloso.

I dottori Liborio Rainò e Adriano RotunnoNel frattempo una pattuglia dei baschi verdi della Guardia di Finanza ha sequestrato circa 30 chili di funghi presenti su un banchetto allestito nei pressi del santuario di San Cosimo a Oria. Il venditore si era dileguato. Di questi circa 10 chili erano tossici, è stato accertato grazie all’intervento del micologo che lavora in stretto contatto con i finanzieri quando si tratta di questo genere di interventi. Pochi giorni prima c’era stato un sequestro simile a Fasano, il venditore non era autorizzato “E anche scarsamente competente – precisa Rainò – tra gli esemplari sequestrati è stato trovato il cosiddetto “Fungo dell’olivo” che è notoriamente tossico. Poi insieme ai cosiddetti “mazza di tamburo” (commestibili, ndr) c’erano anche delle lepiote di piccola taglia che sono dei funghi velenosi mortali”. Tutto in vendita. “Fortunatamente c’è questo bel rapporto con la Guardia di finanza ed è stato tutto sequestrato”. Nei giorni precedenti infine i micologi brindisini sono stati chiamati per altri due casi di intossicazione: uno a Ostuni e l’altro a Francavilla.

“I raccoglitori occasionali sono la categoria più a rischio – aggiunge Rainò - perché non sempre sono formati, non sempre sanno che per Funghi sottoposti ai controlliraccogliere i funghi è necessario un permesso che viene rilasciato solo dopo aver frequentato un corso che da le basi per orientarsi nella raccolta.  L’unica prevenzione contro le intossicazioni è la conoscenza dei funghi, anche perchè oggi è obbligatoria per legge: chi vuole raccogliere i funghi in Puglia deve fare un corso di formazione. In Calabria, invece, è previsto che i raccoglitori abbiano il permesso ma non è richiesta la conoscenza delle specie”.

Rainò, inoltre, invita a “Non fidarsi dei venditori occasionali che non espongono il certificato di controllo micologico necessario per tutti i funghi che sono messi in vendita. Si tratta di una certificazione sanitaria rilasciata dal micologo che deve indicare il quantitativo e la specie messi in vendita. Così come se si raccolgono in qualche gita fuori porta o se sono oggetto di qualche dono, bisogna farli sempre controllare dal micologo, la consulenza è gratuita. Presso tutti i Comuni della provincia, gli uffici sanitari e della polizia municipale ci sono i calendari osservati dai micologi, nei centri più grossi, invece ci sono proprio gli esperti che possono essere contattati. Meglio perdere qualche minuto piuttosto che imbattersi in queste brutte avventure legate all’intossicazione. Al primo sintomo dopo aver mangiato i funghi, anche se si ritiene di aver consumato un fungo commestibile bisogna recarsi in ospedale”.

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