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la pizzeria "Mordi e Fuggi" dopo l'esplosione

la pizzeria "Mordi e Fuggi" dopo l'esplosione

Esplosione nella pizzeria: non più in pericolo di vita il brindisino

Si dovrebbero avere ulteriori elementi, nelle prossime ore, per far luce sull’esplosione che ha devastato nella notte tra il 23 e il 24 aprile la pizzeria “Mordi e Fuggi” di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, e in cui è rimasto gravemente ferito il 21enne brindisino Pasquale Ferraro

BRINDISI – Si dovrebbero avere ulteriori elementi, nelle prossime ore, per far luce sull’esplosione che ha devastato nella notte tra il 23 e il 24 aprile la pizzeria “Mordi e Fuggi” di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, e in cui è rimasto gravemente ferito il 21enne brindisino Pasquale Ferraro. I vigili del fuoco del comando provinciale di Belluno infatti attendono l’esito delle analisi sui campioni prelevati nel locale, per stabilire con certezza se sia stata o meno impiegata benzina.

Al momento, infatti, i carabinieri delle compagnie di Belluno e Cortina, che indagano sul fatto assieme agli specialisti del Niat dei vigili del fuoco (il Nucleo investigativo antincendi), sospettano che siano stati i vapori sviluppati da liquido infiammabile versato in abbondanza nel locale a deflagrare, quando ignoti vi hanno appiccato il fuoco. Ma non vi sono ancora persone indagate nel fascicolo aperto sul caso dalla procura di Belluno.

Pasquale Ferraro, ricoverato sempre in terapia intensiva per ustioni sino al terzo grado e gravi lesioni alle gambe (è già stato operato), pare sia considerato non più in pericolo di vita e potrebbe essere nuovamente ascoltato dagli inquirenti non appena i medici lo consentiranno. Sono stati interrogati come persone informate sui fatti un tassista che si trovava sul posto quando si è verificato lo scoppio e l’amico brindisino di Ferraro, che lo ospitava a Pieve, Fabio Laritonda. Il famoso “Fabio” invocato dal giovane ferito nei minuti successivi all’esplosione, mentre giaceva sull’asfalto.

Pasquale Ferraro ha detto mentre ancora era in grado di parlare di essersi trovato casualmente nei pressi della vetrina della pizzeria alle 3 del mattino del 24 aprile, quando su investito dall’onda d’urto, dalla fiammata e dalle schegge. Data la natura delle sue lesioni, invece, gli inquirenti ancora non escludono che il giovane potesse essersi trovato all’interno del locale. Il pm che segue le indagini non ha però ritenuto allo stato attuale di muovere alcuna ipotesi di reato a carico di Ferraro o di altri.

Decisivo in questa fase, perciò, il parere del laboratorio regionale di Venezia  dei vigili del fuoco, dove sono stati inviati i campioni prelevati nella pizzeria “Mordi e Fuggi”. Se dovesse essere confermata la presenza di benzina, non vi sarebbe più alcun dubbio residuo sulla natura dolosa dell’esplosione. Il proprietario del locale ha ripetuto più volte di non aver ricevuto richieste estorsive o minacce. Fabio Ferraro è in censurato, ed è un pizzaiolo. Il titolare del locale devastato sostiene di non averlo mai conosciuto.

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