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Furti nelle campagne, la difesa: "Tutta roba di lecita provenienza"

Dopo la perquisizione dell'altro giorno nel garage di un bracciante agricolo di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Si è recato stamani alla stazione carabinieri di Ceglie Messapica, assieme al proprio difensore Luca Marzio, il bracciante agricolo nel cui garage i militari dell’Arma, nel corso di una recente perquisizione, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro un gran numero di oggetti di provenienza sospetta, tra cui attrezzi agricoli, quadri, orologi, gioielli, arredamenti, penne da collezione, macchine fotografiche, vari monili, alcune armi d’epoca, ma anche elettrodomestici.

L’uomo era stato arrestato e poi rimesso in libertà, sulla base dell’ipotesi di reato di ricettazione (ma anche di detenzione di armi da sparo), quando nel corso della perquisizione disposta con decreto dal pm è stata rinvenuta una chiave che dava accesso al luogo, successivamente individuato, dove si trovava il materiale appena descritto. Sequestrata anche una somma in denaro contante di 5.200 euro.

L’avvocato Marzio ha fatto sapere che la difesa è in grado di depositare documentazione e atti che dimostrano la lecita provenienza degli oggetti sottoposti a sequestro (che invece secondo gli investigatori potrebbero provenire da furti nelle dimore di campagna nella Valle d’Itria, tanto da invitare le vittime di tali episodi a visionare il materiale in questione). Riguardo le banconote rinvenute, la difesa sostiene che si tratta di redditi da lavoro: sia la persona denunciata dall’Arma, che la moglie, riceverebbero complessivamente compensi da lavoro per 2.500 euro.

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