Criminalità nel porto, furti di cisterne di olio: "Se non cambia, andiamo via"

Movimentano centinaia di trailer cisterna ogni anno da e per la Grecia, con preziosi carichi di olio che sono costantemente nel mirino della criminalità, e soprattutto delle bande di Andria e Cerignola specializzate negli assalti ai Tir

Trailer cisterna allo sbarco a Brindisi

BRINDISI – Movimentano centinaia di trailer cisterna ogni anno da e per la Grecia, con preziosi carichi di olio che sono costantemente nel mirino della criminalità, e soprattutto delle bande di Andria e Cerignola specializzate negli assalti ai Tir. Le forze dell’ordine sono costrette ad organizzare delle vere e proprie scorte lungo i tragitti maggiormente a rischio nella Puglia settentrionale, dove le autostrade sono diventate il teatro delle imboscate ai carichi di olio di oliva. Ma questa forma di dissuasione on the road ha avuto come effetto collaterale lo spostamento dell’attenzione dei predatori di olio sulle aree commerciali dei porti, creando allarme a Salerno ma anche a Livorno, e naturalmente nei porti adriatici transfrontalieri come Bari, dove si sono registrati vari episodi di furti di trailer cisterna.

Nel mirino c’è anche Brindisi, dove i casi più recenti risalgono a giovedì quando, senza alcun problema, due sconosciuti sono entrati nell’area doganale di Costa Morena Ovest, dove si trova la zona di sosta per trailer e Tir sbarcati o in attesa di imbarco, e dove i rimorchi vengono parcheggiati o prelevati dai trattori delle imprese autorizzate a movimentare gli stessi trailer sulle navi, e dove hanno accesso i camionisti delle aziende di appartenenza dei carichi. I ladri hanno agganciato due cisterne di olio, una parte rilevante del traffico commerciale ro-ro, e sono usciti dal porto senza incontrare problemi o controlli. Il danno economico per il proprietario del carico è stato ingente, e adesso l’allarme è tale da esporre il porto di Brindisi, a sua volta, al rischio di abbandono da parte dei grossi operatori di import-export di oli comunitari da e per la Grecia.

BrindisiReport.it ha ascoltato uno di questi imprenditori, che per la maggior parte hanno sede nel Fasanese. “Gestisco un traffico annuale di trailer cisterna di 200-300 unità – dice l’imprenditore – e come tanti altri miei colleghi sono già esposto al rischio del trasporto autostradale che tuttavia usufruisce delle scorte di polizia e carabinieri, perché a questo punto siamo arrivati soprattutto al Sud. Ma ora dobbiamo affrontare anche quello dei furti nelle aree portuali, dove la criminalità ha concentrato le sue attenzioni non potendo più operare liberamente su strada, pur permanendo sempre anche la possibilità di subire assalti poco dopo o poco prima degli imbarchi, vedi il carico di pesce di alcuni giorni fa predato nel Barese”.

Cosa è accaduto a Brindisi? “Il 18 dicembre due cisterne di un collega, cariche di olio, sono state agganciate da trattori guidati da camionisti sconosciuti, e quasi certamente rubati, e poi rimorchiate fuori dal porto. Nessuno ha controllato. Non è la prima volta che a Brindisi spariscono carichi di generi alimentari o altra merce. Il punto è che dopo i controlli al momento dello sbarco, e una volta fuori dalla zona sterile sotto bordo, quando i trailer arrivano alla zona di sosta, la security non c’è più, dobbiamo dedurre, altrimenti non sarebbe così facile compiere questi furti, per gente decisa e specializzata”.

“Devo dire – prosegue il nostro interlocutore – che a Bari hanno già fatto tesoro di questi episodi ed hanno adeguato le misure di sicurezza. Il percorso di imbarco e sbarco in quel porto è più complesso e difficile da perforare. A Brindisi io e gli altri imprenditori del settore non abbiamo sin qui notato alcun cambiamento. La situazione è sempre la stessa. Il rischio permane. E quindi siamo al punto da dover decidere se continuare a utilizzare il porto di Brindisi per la nostra attività, oppure rivolgerci altrove. Certo Brindisi per noi vuol dire maggiore comodità nelle attività di movimentazione, ma se i furti dovessero continuare dovremo scegliere la sicurezza, e cercarla altrove. E io sarò il primo a scegliere Bari per il traffico con la Grecia”.

Ma c’è la massima disponibilità ad incontrare l’Autorità Portuale e chi comunque è preposto ai controlli per esporre il problema e verificare se ci sono soluzioni in vista: “Naturalmente ci aspettiamo che faccia anche qualcosa la politica locale, a tutela delle nostre e delle altre imprese che utilizzano il porto di Brindisi. Non è accettabile che le cose continuino ad andare in questo modo. Due settimane fa un nostro trattorista ci segnalò la presenza nel porto di fisionomie sospette, di gente mai vista in quell’area dove sostano i rimorchi. Se se ne è accorto lui, come mai la security non ha notato nulla”?

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