Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca Mesagne

Maxi-furti di energia per mandare avanti negozio e serra di Cannabis

Uno, a Carovigno, rubava energia elettrica per mandare avanti la sua attività commerciale. L'altro, a Mesagne, rubava parimenti elettricità ma coltivava canapa indiana e produceva marijuana. Entrambi sono stati arrestati dai carabinieri al termine di controlli non occasionali

Uno, a Carovigno, rubava energia elettrica per mandare avanti la sua attività commerciale. L’altro, a Mesagne, rubava parimenti elettricità ma coltivava canapa indiana e produceva marijuana. Entrambi sono stati arrestati dai carabinieri al termine di controlli non occasionali. Il pm di turno alla procura di Brindisi ha deciso per tutti e due i protagonisti l’assegnazione agli arresti domiciliari. Avranno già abbastanza grattacapi per restituire ad Enel il malloppo: 21mila euro il commerciante di Carovigno, e 47mila euro il coltivatore di cannabis.

A Carovigno il controllo misto carabinieri della stazione locale e tecnici Enel, è avvenuto venerdì. Il contatore dell’esercizio commerciale era stato manomesso. I tecnici Enel ci hanno messo due minuti per accertarlo. Così P.M. di 40 anni è stato dichiarato poco dopo in arresto per furto aggravato (l’accertamento avviene sempre in flagranza di reato). Per ora resterà agli arresti domiciliari in attesa di un eventuale provvedimento del gip a fronte di un risarcimento del danno arrecato ad Enel.

Più problematica, e non solo per il valore più che doppio dell’energia sottratta, la posizione del mesagnese Gianmarco Guarini di 28 anni, che invece ha ricevuto la visita dei carabinieri del Norm di San Vito dei Normanni che cercavano non le prove di un furto di elettricità, ma appunto droga. E l’hanno trovata nel garage di Guarini, dove era stata allestita una serra artigianale per quattro piante di Cannabis indica alte già circa un metro. Poi i carabinieri hanno rinvenuto anche 11 grammi di marijuana e 5 di hascisc.

Nel corso della perquisizione però è saltata fuori anche la circostanza dell’allaccio di tutte le pertinenze dell’immobile direttamente alla rete pubblica dell’energia elettrica. E qui è stato richiesto l’intervento dei tecnici Enel. Secondo la stima effettuata dalla società elettrica, l’allaccio abusivo ha consentito il furto di elettricità per poco meno di 50mila euro. Insomma, anche le potenti lampade della serra per la produzione di marijuana andavano avanti a energia gratis. Chissà se esiste la concorrenza sleale tra coltivatori di Cannabis.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maxi-furti di energia per mandare avanti negozio e serra di Cannabis

BrindisiReport è in caricamento