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Furti di farmaci in ospedale, l’inchiesta si allarga: Asl e Sanitasarvice chiedono i danni

Verifiche su altri dipendenti della partecipata dell’azienda sanitaria, colleghi di Sorge. Pronte le costituzioni di parte civile anche nei confronti dei cinque medici indagati

BRINDISI – Dopo la denuncia “anonima” sulle sparizioni di farmaci, disinfettanti e anche posate di plastica in bustine singole, dai reparti di Anestesia e Rianimazione del Perrino, si allargano le maglie dell’inchiesta sulla Sanitaservice: ci sono  accertamenti su altri dipendenti della partecipata della Asl, colleghi di Salvatore Sorge, in carcere dallo scorso 23 luglio con le accuse di peculato e truffa.

La direzione della Asl di Brindisi

L’inchiesta

Al momento in 12 hanno ricevuto l’avviso di garanzia. Cinque sono medici, due di base convenzionati con l’Azienda sanitaria locale di Brindisi e tre veterinari, titolari di altrettanti cliniche private in città, a Mesagne e a Lecce. Non è escluso che il numero degli indagati aumenti nelle prossime settimane. Tutto dipende dall’esito delle ulteriori verifiche delegate ai carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazione) di Taranto.

Parti civili

Sia la Asl che Sanitaservice, riconosciute come parte “offese” dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Francesco Carluccio, intendono costituirsi parte civile nel caso in cui il pm dovesse esercitare l’azione penale chiedendo il rinvio al giudizio del Tribunale, una volta chiusa la fase delle indagini preliminari.

Le delibere per il conferimento degli incarichi legali dovrebbero essere adottate nei prossimi giorni, probabilmente tra lunedì e martedì. Parte lesa, in relazione ad alcune condotte contestate dell’ordinanza di custodia cautelare, anche l’Inail di Brindisi. Oltre ai danni sul piano economico, gli enti potrebbero domandare il ristoro legato alle lesione dell'immagine.

Controlli dei Nas dei carabinieri

Intercettazioni  e immagini

Gravi indizi sono intercettazioni ambientali, nell’auto in uso a Sorge, dopo che il brindisino venne fermato lo scorso 3 gennaio dai carabinieri: in auto aveva stock di medicinali destinati ai reparti del Perrino, nei quali presta servizio come addetto alle pulizie. Dall’ascolto delle ambientali, si è passati alle intercettazioni telefoniche sino ad arrivare alle immagini. I video sono stati registrati dalle micro camere nascoste.

Secondo l'accusa, contestata nel provvedimento di custodia, Sorge  "strumentalizzando le proprie funzioni ed avendo la disponibilità materiale di farmaci, presidi medici e materiale sanitario vario destinato al citato reparto di Anestesia e Rianimazione del nosocomio, con azioni reiterate se ne appropriava indebitamente".

La merce veniva nascosta solitamente in "armadietti e zaini", per poi essere "caricata sull’autovettura dell’indagato". Il materiale illegalmente asportato, in alcune occasioni veniva utilizzato dallo stesso dipendente e dai suoi familiari, nella maggior parte dei casi veniva "venduto ai ricettatori, in particolare ambulatori veterinari privati, che lo utilizzavano per gli animali a loro affidati in cura". Le azioni documentate dai carabinieri  "oltre a cagionare ingente danno economico all’Azienda sanitaria locale di Brindisi,  causavano principalmente disservizio ai degenti ed al personale dei reparti".

La truffa: assenze dal lavoro  

Gli accertamenti hanno permesso di scoprire  "una truffa aggravata ai danni della Asl di Brindisi, della Sanitaservice e dell’Inail, posta in essere dallo stesso dipendente della Sanitaservice":  "con la complicità di medici di base Sorge avrebbe indotto la società partecipata e, di conseguenza l'Azienda sanitaria e l'istituto di previdenza in errore, "procurandosi un ingiusto profitto, con pari danno per l’ente pubblico, equivalente alla retribuzione corrisposta ed effettivamente non dovuta". 

Due sono i casi di assenze retribuite con il riconoscimento dello stipendio, sulla base di certificati firmati da medici. In queste occasioni, i carabinieri hanno scoperto che il dipendente della Sanitaservice svolgeva un altro tipo di attività: "muratore negli studi professionali o nelle abitazioni dei medici".

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