Cronaca

Furti di gasolio nel porto: azienda derubata dai suoi stessi dipendenti

Inserivano un tubo di gomma nel serbatoio e aspiravano il gasolio. Ne rubavano piccoli quantitativi alla volta, ma si stima che nell'arco di un anno abbia subito un danno pari a un milione e mezzo di euro la ditta di Roma "Ecologica Spa", appaltatrice del servizio di movimentazione del carbone

BRINDISI – Inserivano un tubo di gomma nel serbatoio e aspiravano il gasolio. Ne rubavano piccoli quantitativi alla volta, ma si stima che nell’arco di un anno abbia subito un danno pari a un milione e mezzo di euro la ditta di Roma “Ecologica Spa”, appaltatrice del servizio di movimentazione del carbone che alimenta la centrale Enel Federico II, attraverso il nastro trasportatore che dal porto di Brindisi arriva fino a Cerano. I presunti ladri erano tutti dipendenti della stessa Ecologica. Si tratta di 13 brindisini ai quali ieri (3 giugno) gli agenti della Polmare di Brindisi diretti dal vicequestore Mario Marcone hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini che porta la firma del pubblico ministero Francesco Carluccio.

Gli indagati (a piede libero), di cui nove già noti alle forze dell’ordine per vari reati, fra cui il contrabbando, sono:  Luigi Balsamo, 47 anni, di Operazione Diesel-2Brindisi, Pierino Giglio, 53, di Brindisi, Antonio Leo, 38, di Tuturano, Mauro Filippo, 45, di Tuturano, Vincenzo Mauro, 42, di Tuturano, Angelo Mazzotta, 38 anni, di Tururano, Michele Morciano, 40, di Tuturano, Luigi Nubile, 64, di San Donaci, Luciano Pagano, 42, di Brindisi, Luca Pisani, 44, di Brindisi, Marcellino Sammarco, 58, di Brindisi, Paride Spalanzino, 60, di Brindisi, Antonio Zaccaria, 62, di Mesagne.

VIDEO DELLA POLMARE: I LADRI COLTI IN FLAGRANZA

Le indagini sono partite fra i mesi di marzo e aprile del 2015, quando i rappresentati dell’azienda laziale si recarono presso la sede della polizia di Frontiera per denunciare una serie di ammanchi di carburante, di cui non riuscivano a comprendere la ragione. I sospetti degli investigatori, impegnati 24 ore su 24 in un capillare servizio di controllo dell’intera area portuale, sono ricaduti subito sui dipendenti della società, poiché solo delle persone autorizzate ad entrare nella zona in cui avviene la movimentazione del carbone avrebbero potuto raggiungere i mezzi dell’Ecologica. Di concerto con il pm, quindi, gli investigatori hanno piazzato delle telecamere in alcune zone appartate del porto. Non solo. I poliziotti hanno anche avviato delle attività di pedinamento e di osservazione, accompagnate da intercettazioni telefoniche e ambientali.

Operazione Diesel 2-2-2I frutti sono arrivati nel giro di qualche giorno. Grazie infatti a tali accertamenti investigativi, è stato ricostruito il modus operandi degli indagati. Questi introducevano nel porto delle taniche vuote, nascondendole nei rispettivi mezzi privati. Poi, servendosi di un mezzo aziendale, trasportavano le taniche verso gru e altri veicoli carichi di gasolio. A quel punto, ricorrendo a un tradizionale sistema, inserivano il tubicino di gomma nel serbatoio, aspiravano e riversavano parte del liquido nelle taniche. Queste poi venivano caricate nuovamente all’interno delle macchine private, fino ad arrivare presso le abitazioni degli operai.

In alcuni casi i poliziotti hanno fermato i malfattori in flagranza di reato, sequestrando complessivamente 1200 litri di gasolio. Ma la cosa sorprendente è che gli indagati anche dopo l’intervento della polizia hanno continuato a trafugare gasolio. Questo lascia pensare che le cose da anni andassero avanti in questo modo e che quei 1200 litri di gasolio posti sotto sequestro altro non siano che la punta dell’icebearg.

Concentratasi fra aprile e luglio del 2015, l'inchiesta in un primo momento è stata coordinata dal pm Savina Toscani. In seguito al Operazione Diesel 3-2trasferimento di quest’ultima presso un altro tribunale, i fascicoli sono finiti sulla scrivania di Franesco Carluccio. Il passaggio di consegne fra magistrati ha provocato un rallentamento che di fatto ha reso inapplicabili le richieste di misure cautelari formulate dal pm. Per questo i 13 dovranno rispondere a piede libero del reato di furto aggravato in concorso. E’ presumibile inoltre che i dirigenti della Ecologica prenderanno immediati provvedimenti nei confronti dei dipendenti che hanno causato un danno così ingente all'azienda. 

“Le indagini – ha dichiarato Marcone nel corso di una conferenza stampa convocata stamani presso la sede della polizia di frontiera – sono state lunghe ed articolate. Il nostro personale è stato impegnato in turni diurni e notturni. Non si può escludere che i furti andassero avanti da almeno un paio d’anni”. 

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