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foto di repertorio

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Furto milionario di elettricità: arrestati taroccatori di contatori

Avevano messo a frutto le loro conoscenze nell'ambito degli impianti elettrici per architettare un espediente in grado di manomettere i contatori e sottrarre elettricità mettendolo a disposizione di numerosi cittadini e titolari di attività commerciali

BRINDISI – Avevano messo a frutto le loro conoscenze nell’ambito degli impianti elettrici per architettare un espediente in grado di manomettere i contatori e sottrarre elettricità mettendolo a disposizione di numerosi cittadini e titolari di attività commerciali. Scoperti e arrestati dai finanzieri. Si tratta di un 63enne di Mesagne e un 37enne di Squinzano, Lecce. Ieri, martedì 31 maggio, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per furto di energia elettrica. Dello stesso reato è accusato il titolare di una paninoteca e un ristorante di Francavilla Fontana, arrestato in flagranza di reato durante le perquisizioni effettuate nell’ambito dell’esecuzione del provvedimento restrittivo. Tutte le attrezzature erano alimentate con energia elettrica abusiva.Il comando provinciale di Brindisi della Guardia di Finanza

I due “elettricisti” hanno consentito di commettere un furto di energia elettrica del valore complessivo di un milione e 400mila euro, oltre che generare un’evasione fiscale consistente per omesso pagamento di Iva ed accise sui consumi di energia non fatturati. I finanzieri del Gruppo della guardia di finanza di Brindisi, guidati dal tenente colonnello Tiziano La Grua, hanno lavorato per circa un anno per riuscire a scoprire questa grossa truffa ai danni delle società elettriche. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Raffaele Casto e non si sono ancora concluse.

Quello che è stato accertato fino a questo momento è che due soggetti si sono resi responsabili di una serie di furti di elettricità. Sono considerati gli “esecutori materiali della manomissione dei contatori, attraverso l’allaccio diretto alla rete, ovvero mediante l’utilizzo di un dispositivo elettronico con cui, intervenendo sul contatore, si evitata la registrazione dei consumi”. Hanno “lavorato” per conto di diversi soggetti sia privati che titolari di attività commerciali che operano nelle province di Brindisi (precisamente Mesagne, San Pietro Vernotico, Francavilla Fontana, Carovigno) e Lecce (Lecce, Squinzano, Salve, San Donato di Lecce), che sono stati denunciati.

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