L'Amuchina va a ruba: continui furti di dispenser nell'ospedale Perrino

Saccheggiati i dispenser a pressione di gel igienizzante installati dall'Asl Brindisi ben prima che si verificasse l'emergenza coronavirus

BRINDISI – L’Amuchina va a ruba. Non si tratta di un’iperbole ma è quello che sta avvenendo concretamente, in questi giorni, all’interno dell’ospedale Perrino di Brindisi. Ormai non si contano più i dispenser a pressione di gel igienizzante razziati. Non si fa in tempo a rimpiazzarne uno, che in un baleno sparisce anche quello nuovo.

Dispenser amuchina ospedale Perrino Brindisi 2-2

L’Asl Brindisi ha tentato di correre ai ripari, rinforzando i contenitori con staffe di ferro bloccate da un lucchetto. La contromossa, però, non ha sortito gli effetti sperati, perché i dispenser vengono depredati di continuo. I più colpiti sono i sette distributori situati lungo li corridoio del piano 1, dove il Cup (centro unico di prenotazione) e gli ambulatori in cui vengono effettuati i prelievi di sangue sono frequentati quotidianamente da un gran numero di utenti. Ma gli incivili sono entrati in azione anche fra i vari reparti ai piani superiori. 

Dispenser amuchina ospedale Perrino Brindisi 3-2

Basti pensare che in tutto l’ospedale si trovano centinaia di dispenser, installati ben prima che si verificasse l’emergenza coronavirus. Poi, con l’arrivo in Italia del virus, l'Amuchina è diventato un bene richiestissimo.Tutto questo ha avuto due conseguenze: un fenomeno speculativo (su E-bay è possibile trovare boccette anche al costo di 500 euro) e il deprecabile fenomeno dei furti, come appunto sta avvenendo al Perrino. 

Asl Brindisi. La Fials denuncia mancanza di dispositivi di protezione individuale

Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, in una nota al direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, rimarca come "l’ospedale è un luogo di cura e non certamente di contagio" e denuncia la carenza di dispositivi di protezione individuale

"Continuiamo a ricevere in ogni momento - afferma Giuseppe Carbone - numerose segnalazioni da parte di operatori medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici di radiologia e laboratori di analisi che preoccupati per l’emergenza sanitaria Coronavirus, sono ancora sprovvisti di mascherine, di disinfettanti oltre alla confusione di pianificazione delle attività di emergenza in caso di nuovo riscontro di contagio. Necessita un urgente piano straordinario di assunzione di figure professionali necessarie ad implementare il personale già in servizio nell’Azienda."

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In un’ottica di prevenzione e tutela degli operatori sanitari, Carbone sollecita il direttore generale Pasqualone "a installare fuori dai pronto soccorso un’area pre-triage, con appositi container o tende, per gestire in maniera separata i sospetti casi di infezione, agendo in maniera preventiva, anche se ad oggi i tamponi effettuati sono tutti negativi, per non contaminare le sale di attesa dei pronto soccorso."

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