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Furto al ristorante di Al Bano e rapina a un’anziana: via al processo

Undici brindisini imputati davanti al Tribunale di Brindisi dopo la chiusura delle indagini su fatti avvenuti sul finire del 2011 e nel mese di maggio 2014. Contestate anche cessioni di cocaina e marijuana. Sono tutti a piede libero

BRINDISI – Non solo cessioni di droga, fra cocaina e marijuana, a Cellino San Marco. Anche un furto nel ristorante “Don Carmelo di Albano Carrisi” e rapine nelle abitazioni di anziani di cui avevano notizie tramite badanti.

In undici, tutti brindisini, sono finiti sotto processo a conclusione delle indagini condotte dai carabinieri su fatti avvenuti a Cellino tra la fine del 2011 e il mese di maggio 2014. In quattro sono fuori dal dibattimento avendo optato per riti alternativi, tra patteggiamento e abbreviato. Gli imputati sono: Giuseppe Chiaritti (difeso dall’avvocato Giacomo Serio), Nicola Taurino, Marika D’Amato (entrambi difesi dall'avvocato Cismo Greco), Paolo Guadadiello (difeso dall'avvocato Antonio Savoia), Alessandro Scalinci (difeso dall'avvocato Cosimo Casaluci), Ilenia De Stradis (difesa dall'avvocato Raffaele Missere), Marco Quarta, Ilenia Rizzo (difesi entrambi dall'avvocato Pasquale Di Natale), Angelo Fortunato (difeso dall'avvocato Rosalba Gatto), Annunziato Cristian Vedrucci  (difeso dall'avvocato Cosimo Greco) e Oronzo Chiriatti (difeso dall'avvocato Dario Budano). Sono tutti a piede libero e devono difendersi dalle accuse mosse dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, di fronte al Tribunale di Brindisi: oggi c’è stata la prima udienza con ascolto dei testi citati dal rappresentante della pubblica accusa.

Stando a quanto accertato dagli uomini dell’Arma, a Cellino San Marco, Giuseppe Chiriatti,  Nicola Taurino detto Nico, Marika D’Amato, Paolo Gaudaduello, Alessandro Scalinci avrebbero “detenuto e ceduto marijuana”. Una dose di “erba” sarebbe stata ceduta a cinque euro, mentre cinque grammi di cocaina in una circostanza sarebbero stati venduti a 60 euro.

Il furto nel ristorante che porta il nome del papà del cantante Al Bano, è stato contestato ad Annunziato Cristian Vedruccio in concorso con due che hanno già saldato il conto con la giustizia: “I tre si sono impossessati del registratore di cassa contenente la somma pari a quattromila euro, dopo aver forzato la porta d’ingresso la notte del 14 ottobre 2011. Vedruccio avrebbe svolto il ruolo di “palo”.

Marco Quarta e Ilenia Rizzo sono accusati di aver partecipato al piano che prevedeva di dare fuoco al Fiat Fiorino di un uomo, stessa ipotesi di reato per Oronzo Chiariatti in relazione all’incendio di una Citroen C 3.

Nel processo è confluito anche il tentativo di rapina a casa di un’anziana la sera del 29 maggio 2014, episodio contestato a Ilenia De Stradis, Marco Quarta e Rizzo Ilenia, in concorso con tre giovani di Cellino San Marco: il colpo sarebbe stato progettato “utilizzando le informazioni  fornite da De Stradis che aveva lavorato al servizio della donna”. In quella occasione, il gruppo avrebbe avuto anche la disponibilità di un’arma, una pistola a salve, e avrebbe portato “materiale per immobilizzare la vittima”. La rapina non andò a buon fine “per cause indipendenti dalla loro volontà”. 

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