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Cronaca

Furti in aeroporto: 6 vigilantes a processo

BRINDISI - Quattro rinvii a giudizio, due abbreviati e una richiesta di patteggiamento: si è celebrata stamani l’udienza preliminare per i sette vigilantes dell’aeroporto accusati di aver frugato nei bagagli e di essersi appropriati di quanto di loro interesse vi era all’interno.

BRINDISI - Quattro rinvii a giudizio, due abbreviati e una richiesta di patteggiamento: si è celebrata stamani l'udienza preliminare per i sette vigilantes dell'aeroporto accusati di aver frugato nei bagagli e di essersi appropriati di quanto di loro interesse vi era all'interno. Il gup Maurizio Saso ha accolto la richiesta di giudizio del pm, Milto Stefano De Nozza, riguardo a coloro che non hanno scelto riti alternativi: si tratta di Andrea Torino, 24 anni di Brindisi, Claudio Malvaso, 34 anni di Mesagne, Antonio Binetti, 38 anni di Brindisi e Antonio Lazzoi, 27 anni di Brindisi, quest'ultimo operaio aeroportuale.

Per costoro il processo dinanzi al Tribunale di Brindisi, in composizione collegiale, avrà inizio il 2 aprile prossimo. Ha chiesto di patteggiare una pena pari a un anno e dieci mesi Donato Tasco, 47 anni di Brindisi, mentre hanno scelto il rito abbreviato Cinzia Angolano, 34 anni di Brindisi e Antonella Negro, 26 anni di Brindisi. Le loro posizioni saranno trattate il 18 febbraio, sempre davanti al giudice dell'udienza preliminare.

Le indagini sulla sfilza di ruberie all'Aeroporto del Salento si erano chiuse lo scorso novembre con un indagato in più. In due avevano patteggiato la pena già durante le indagini preliminari. Sono quattordici i capi di imputazione, poco più di quanti sono gli episodi filmati da una microcamera che era stata piazzata sul soffitto dello "stanzino" adibito al controllo radiogeno dei bagagli. Il primo risale all'estate del 2009 quando furono prelevati dal bagaglio di un viaggiatore cinese 12mila euro che, opportunamente ripartiti, toccarono a due vigilantes. Il 3 agosto del 2011, poi, inizia l'elenco di razzie. Nell'aprile 2012 le otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari eseguite dagli agenti della polizia di frontiera diretti da Salvatore De Paolis.

Dei dieci episodi contestati, quattro sono tentativi andati in fumo per varie ragioni: una volta perché c'era la chiusura a combinazione, un'altra volta perché della semplice carta era stata scambiata per banconote attraverso il video del sistema Bhs, un'altra volta ancora perché subito dopo essersi impossessati di una Playstation, uno dei due vigilantes si accorse della presenza di una delle cinque microcamere (e svariati microfoni spia) piazzate dalla Polaria nel locale, e si affrettò col collega a riporre tutto in valigia. E un'altra volta solo perché la valigia era stata già ripassata da altri del gruppo degli otto.

Ammessa la costituzione di parte civile dell'istituto di vigilanza Ivri, rigettate le istanze delle singole parti offese (i proprietari dei bagagli) che potranno però riprovarci all'avvio del processo. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimo Manfreda, Vito Epifani, Danilo Di Serio, Vincenzo Farina, Antonio Maurino e Rolando Manuel Marchionna.

 

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