Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Furti in ospedale: tre arresti dei carabinieri, anche autista del 118

Ci sono anche due operatori sanitari fra le tre persone arrestate dai carabinieri di Manduria per furti nel locale ospedale: si tratta di  Fabrizio Bianco 34 anni di Torre Santa Susanna, di Antonio Picherri 22 anni di Manduria, e di un autista

TORRE SANTA SUSANNA – Ci sono anche due operatori sanitari fra le tre persone arrestate dai carabinieri di Manduria per furti nel locale ospedale: si tratta di  Fabrizio Bianco 34 anni di Torre Santa Susanna, di Antonio Picherri 22 anni di Manduria, e di un autista. 

La misura cautelare è stata emessa dal giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Taranto  Pompeo Carriere su richiesta del sostituto procuratore Antonella De Luca. L'indagine riguarda due furti perpetrati ad aprile ed ottobre 2014, in danno del bar dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria e del Cup (Centro Unico di Prenotazione) del medesimo nosocomio. 

I fatti. Da tempo, i carabinieri della locale compagnia avevano intensificato l’attività informativa e predisposto, in orario notturno, mirati servizi di osservazione nei pressi della struttura ospedaliera diventata bersaglio, come altre della provincia e della confinante provincia di Brindisi, di furti consumati di notte.

Le indagini sono state avviate dopo un furto consumatosi il 5 aprile 2014 presso il bar dell’ospedale di Manduria, nel corso del quale furono Bianco Fabrizio Antonio-2asportati dal registratore di cassa e dalle slot machines, circa 5mila  euro e biglietti “gratta e vinci” del valore complessivo di circa 300 euro.

L’attenzione sui tre finiti poi in manette è caduta grazie alla collaborazione di alcuni testimoni che hanno riferito ai carabinieri che la sera del furto due individui si era intrattenuti con un atteggiamento ritenuto sospetto nella piazza antistante al nosocomio, in corrispondenza dell’ingresso secondario. Uno di questi era un  dipendente dell’ospedale quale autista di ambulanze.

Secondo il racconto una terza persona, identificata poi in Fabrizio Antonio Bianco (foto a destra), difeso dall'avvocato Luca Leoci,  mentre l'autista fungeva da “palo”, sarebbe uscita speditamente dall’ingresso secondario dell’ospedale, con un grosso sacco di plastica, che sembrava contenere qualcosa di pesante e, dopo essersi avvicinata all'autista ed al suo interlocutore, si era allontanata con il concittadino a bordo di un’auto.

I militari acquisirono i filmati dei sistemi di videosorveglianza prossimi all’ospedale, riscontrando la fondatezza della notizia, l’auto era stata immortalata. Gli accertamenti avviati sui tabulati delle utenze in uso ai soggetti, avvalorarono i sospetti a loro carico. Nel sopralluogo i carabinieri accertarono poi che i malfattori si erano introdotti dall’entrata secondaria dell’ospedale, senza danneggiare la porta e quindi verosimilmente utilizzando delle chiavi, che solo un dipendente poteva possedere e che, raggiunto l’ufficio del dirigente del personale infermieristico, avevano praticato un foro sulla parete, attraverso il quale si erano introdotti nel bar  perpetrando il furto.

Le indagini svolte dai carabinieri di Manduria in merito al furto in danno del Cup dell’ospedale del centro messapico, avvenuto il 05 ottobre 2014, dove sono state acquisite riprese video ambientali, tabulati telefonici sulle utenze fittiziamente intestate ad un cittadino extracomunitario, ma in uso all'autista e Bianco ed eseguiti servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché intercettazioni telefoniche, consentirono di raccogliere gravi indizi a carico dei due per il furto al Cup insieme al Pichierri, nonché di corroborare le responsabilità dei due per quello occorso all’interno del bar dell’ospedale.

Le intercettazioni telefoniche confermarono l’effettivo utilizzo da parte dell'autista e di Bianco, di utenze cellulari “dedicate” che impiegavano anche attraverso un linguaggio criptico (“camion” per indicare l’autoambulanza, “deposito” per far riferimento all’Ospedale).

Nel furto all’interno del Cup dell’ospedale di Manduria, nel corso del quale veniva divelta ed asportata una cassaforte a muro e rubate schede carburante, gli indizi raccolti vedono Bianco e Picherri in veste di esecutori materiali e l'austista in veste di “basista” e di “palo”. Nel dettaglio, il conducente di ambuilanze avvalendosi della sue conoscenze dei luoghi e possibilità legate alla mansione di autista delle ambulanze avrebbe agevolato l’ingresso degli autori materiali del furto, ovvero del Bianco e del Picherri, entrati con le chiavi dall’ingresso secondario, non forzato.

Dal sopralluogo effettuato dai carabinieri emerse che i responsabili dell’evento delittuoso, si erano mossi agevolmente  negli uffici amministrativi dell’ospedale, lasciando tutto perfettamente in ordine e che solo le tre porte che consentono l’accesso agli uffici erano state forzate all’altezza della serratura, con un maldestro tentativo di depistare le indagini poste in essere con l’aperta di una finestra recante solo una lieve lesione del vetro.

All’esito della visione dei filmati di una telecamera di videosorveglianza posizionata nell’ufficio in cui si trovava la cassaforte a muro divelta ed asportata, gli inquirenti riconobbero gli esecutori materiali in Bianco e Picherri, che in vari momenti dell’azione delittuosa, comunicavano ripetutamente per telefono con soggetti situati all’esterno e dalla loro mimica e gestualità, anche reciproca, era assolutamente evidente che gli interlocutori all’altro capo del telefono fossero anch’essi interessati alla commissione del delitto, in quanto gli autori ne ascoltavano attentamente i consigli e le direttive, apparendo chiaro che il reato veniva perpetrato con l’apporto di un dipendente infedele della struttura ospedaliera.

La piena collaborazione del personale direttivo della struttura ospedaliera ha consentito agli inquirenti di raccogliere in tempo utile ulteriori riscontri. Questa mattina i tre soggetti sono stati arrestati rispettivamente l'autista e Bianco per entrambi i furti e Picherri per quello al Cup con l’accusa di concorso in furto aggravato.  All’esito delle formalità di rito, l'autista è stato rinchiuso presso la casa circondariale di Taranto mentre a Picherri e Bianco l’ordinanza di custodia cautelare veniva notificata direttamente in carcere essendo entrambi detenuti per altra causa rispettivamente presso la Casa Circondariale di Campobasso e Brindisi.

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