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I carabinieri alla chiesa di S.Lucia

I carabinieri alla chiesa di S.Lucia

Furti S.Lucia, carabinieri dal parroco

BRINDISI - "L'anno scorso hanno portato via tutte le stelle dell'albero di Natale, quest'anno i soldi delle offerte, le lampadine e perfino le piante. Io so chi è, l'ho pure scritto. Ma nonostante gliel'abbia fatto notare, i furti continuano". Don Giampiero ha deciso per esasperazione di affiggere un bigliettino davanti all'ingresso della chiesa, per avvertire i fedeli che la parrocchia di Santa Lucia e Santissima Trinità, un gioiellino che si trova nel centro storico di Brindisi, resterà chiuso quando egli non c'è e quindi non garantisce la sorveglianza.

BRINDISI - "L'anno scorso hanno portato via tutte le stelle dell'albero di Natale, quest'anno i soldi delle offerte, le lampadine e perfino le piante. Io so chi è, l'ho pure scritto. Ma nonostante gliel'abbia fatto notare, i furti continuano". Don Giampiero ha deciso per esasperazione di affiggere un bigliettino davanti all'ingresso della chiesa, per avvertire i fedeli che la parrocchia di Santa Lucia e Santissima Trinità, un gioiellino che si trova nel centro storico di Brindisi, resterà chiuso quando egli non c'è e quindi non garantisce la sorveglianza.

Se ci fosse un sacrestano probabilmente la lascerebbe aperta, ma a pensare a quel monumento, oltre che luogo di culto, è solo lui. Stamattina i carabinieri gli hanno fatto visita, dopo il clamore che la vicenda ha suscitato, per chiedergli qualche informazione in più sui fatti recenti che lo hanno condotto a decidere di barricare il portone, e sull'identità di "Giovanni C", indicato nel testo del messaggio ai fedeli come l'autore delle numerose incursioni.

"Quando non ci sono - racconta don Giampiero Peschiulli - accade di tutto. Spariscono perfino le luci. E poi le piante, che sono costretto a riordinare, puntualmente". I militari dell'Arma, attorno alle 10.30 hanno raggiunto il prete e gli hanno chiesto informazioni. Da quell'ora fino al pomeriggio l'ingresso è sbarrato: "Devo andare a confessare alcune persone che me lo hanno chiesto, non posso stare sempre qui".

I ragazzi del catechismo si riuniscono in un locale che si trova lì vicino e non necessitano che la chiesa sia aperta. Don Giampiero non intendeva sollevare polveroni: "Ho solo scritto a penna una comunicazione rivolta ai parrocchiani. E' chiaro che mi dispiace, ho già spiegato come stanno le cose alle forze dell'ordine".

La chiesetta che fu voluta da Federico II di Svevia, ancor più bella dopo la recente ristrutturazione, quando il prete va via ha da restare off-limits anche ai visitatori, oltre che a chi vorrebbe ritirarsi in preghiera. O andrà a finire che la "ripuliranno".

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