Furto d'auto e riciclaggio a Gallipoli: due brindisini sono stati denunciati

Sono un 46enne e un 25enne, originario della provincia. L'operazione della polizia: rinvenuta una discarica abusiva in un'autorimessa

BRINDISI - Quattro persone, tra cui due brindisini, sono state denunciate dalla polizia per riciclaggio, furto di veicoli e per aver messo su una discarica abusiva in un'autorimessa. A seguito di un’attività di indagine i gli agenti del commissariato di di Gallipoli hanno denunciato due fratelli, un 51enne e un 63enne, entrambi di Matino, per il reato di discarica abusiva perché all’interno della loro autorimessa avevano posto in essere un’attività di gestione di rifiuti non autorizzata caratterizzata dalla raccolta e il deposito di veicoli fuori uso e parti di essi, stoccati per la maggior parte su terreno privo di qualsiasi protezione, prodotti dall’attività non autorizzata di autodemolizione, realizzando una vera e propria discarica abusiva. Per tale motivo, tutta l’area è stata sottoposta a sequestro penale e i due uomini denunciati all’autorità giudiziaria.

Il video dell'intervento della polizia

Ecco come si è arrivati alle denunce: dopo un periodo di osservazione discreta dell’attività di autodemolizione condotta dai fratelli, gli agenti della squadra amministrativa del commissariato di Gallipoli hanno effettuato un apposito controllo finalizzato a verificare se l’attività fosse esercitata con i prescritti titoli autorizzativi. Nell’occasione, i due uomini non sono stati in grado di produrre alcuna autorizzazione, perché mai conseguita. Dall’attività di controllo amministrativo, è anche emerso che, stoccate lungo il perimetro interno dell’autorimessa grande circa 4mila metri quadri e senza alcuna apposita protezione, c’erano numerosissime parti di veicoli smontati (parafanghi, assali, sportelli, batterie, gomme usate e altro). All’interno di un capannone, inoltre, gli agenti hanno rinvenuto attrezzature per lo smontaggio dei veicoli (utensileria varia, compressori, sollevatori, eccetera) e numerosi organi di motori, cambi e batterie al piombo tutti posizionati per terra senza nessuna protezione.

Durante il controllo, i poliziotti hanno notato un furgone posizionato all’ingresso del capannone che conteneva numerose parti di una stessa vettura. Ascoltato subito il conducente del furgone, un 46enne brindisino, lo stesso ha confessato agli agenti di essere l’autore del furto e dello smontaggio dell’autovettura che, da controlli in banche dati, è risultata rubata a Martano nel mese di giugno 2020. Per questo motivo, il conducente brindisino del furgone è stato denunciato per il reato di furto dell’autovettura ritrovata smontata all’interno del furgone. Insospettiti da tutto, viste anche le circostanze in cui stavano operando, gli agenti ci hanno voluto vedere chiaro, sottoponendo il furgone a ulteriori accertamenti a seguito dei quali è emerso che anche lo stesso furgone era stato oggetto di furto a Porto Cesareo nel mese di settembre 2018.  Non a caso infatti gli agenti hanno notato che sul telaio erano state fatte delle operazioni tali da occultarne la provenienza. In particolare, il telaio aveva una linea alfanumerica disallineata e la superficie di punzonatura presentava degli avvallamenti, segno evidente che su quella parte di lamiera erano state eseguite delle operazioni di punzonatura. Identificato l’autore delle operazioni di occultamento, è stato denunciato per il reato di riciclaggio un 25enne, anch’egli della provincia di Brindisi. 

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