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Furto di energia elettrica da 30mila euro: arrestato pastore

I carabinieri della stazione di Brindisi Casale hanno arrestato per furto aggravato di energia elettrica S.E. pastore 51enne di Brindisi

BRINDISI - I carabinieri della stazione di Brindisi Casale hanno arrestato per furto aggravato di energia elettrica S.E. pastore 51enne di Brindisi. Da un controllo eseguito presso la sua abitazione è emerso che era stato realizzato un by-pass a monte del contatore che ha permesso il prelievo abusivo di energia elettrica.

“L’allaccio abusivo era stato realizzato mediante violenza sul cavo di alimentazione Enel che era stato intercettato a mezzo di una derivazione all’interno di una cassetta  murata, privato della guaina protettiva e applicati dei morsetti elettrici che alimentavano l’impianto sottraendo alla misurazione del contatore l’energia  utilizzata”.  Si legge in una nota dei carabinieri.

I tecnici Enel chiamati per intervenire dopo aver distaccato l’allaccio abusivo hanno messo in sicurezza l’impianto. Da un computo approssimativo effettuato il danno cagionato ammonta a 30mila euro per un prelievo abusivo di energia elettrica pari a 99mila Kw. L’energia è stata utilizzata oltre che per alimentare gli elettrodomestici e l’illuminazione domestica, anche per alimentare le pompe sommerse dei pozzi destinate a prelevare l’acqua sia per scopi irrigui che per gli abbeveratoi degli animali  dell’azienda agricola. Nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione del pastore sono state rinvenute 16 cartucce di cui 5 a palla unica e una  tracciante  abusivamente detenute. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato tradotto nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Latiano

Restando in tema di armi, i carabinieri della stazione di Latiano nell’ambito delle specifiche attività di verifica sulle armi legalmente detenute, hanno arrestato un 64enne del luogo per illecita detenzione di armi comuni da sparo. Nel corso del controllo è emerso che l’uomo ha omesso di denunciare due fucili da caccia appartenuti e regolarmente denunciati dal padre defunto da oltre 13 anni, sottoposti a sequestro. Nella circostanza gli è stato ritirato il titolo di polizia unitamente ai tre fucili ed una pistola regolarmente detenuti.

Nello specifico, la misura dell’arresto è stata obbligatoria in flagranza di reato  a seguito della  detenzione illegale di più armi comuni da sparo. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato rimesso in libertà su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Un aspetto fondamentale riguardo alle armi  da non sottovalutare concerne l’obbligo  che incombe a coloro  che  le ereditano armi unitamente alle munizioni regolarmente denunciate dai congiunti defunti. Gli eredi devono formalizzare   la denuncia di detenzione  negli uffici della Stazione Carabinieri  competente per territorio e nell’atto devono indicare  la località e l’indirizzo dove le armi e il munizionamento verranno detenuti. Si sottolinea anche che gli interventi dei Carabinieri nello specifico settore, mirano a scongiurare  i potenziali imprevedibili pericoli che possono determinarsi con l’improprio utilizzo delle armi.

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