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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Furto di farmaci pericolosi

BRINDISI - Allarme per il furto di un farmaco altamente pericoloso che era conservato nella sede di Brindisi del Servizio Veterinario dell'Asl, all'interno dell'ex ospedale Di Summa. Nel materiale trafugato dai ladri ed elencato in modo dettagliato nella denuncia presentata presso la questura di Brindisi dal dirigente veterinario, dottor Donato Sole, c'era anche il Tanax che può causare conseguenze addirittura letali a persone e animali.

BRINDISI - Allarme per il furto di un farmaco altamente pericoloso che era conservato nella sede di Brindisi del Servizio Veterinario dell'Asl, all'interno dell'ex ospedale Di Summa. Nel materiale trafugato dai ladri ed elencato in modo dettagliato nella denuncia presentata presso la questura di Brindisi dal dirigente veterinario, dottor Donato Sole, c'era anche il Tanax che può causare conseguenze letali a persone e animali.

Giustificata quindi la preoccupazione per il furto di questo farmaco utilizzato per sopprimere gli animali con gravi sofferenze o ammalati terminali, e l'appello al divieto assoluto di utilizzo. Nel frattempo, il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl, Vito Martucci, ha informato dell'accaduto i suoi colleghi delle Asl di Bari, Taranto, Lecce, Foggia e Bat, il commissario straordinario Asl, Paola Ciannamea, l'assessorato regionale alla Salute e il prefetto di Brindisi.

A quest'ultimo, con una lettera, è stato chiesto di valutare la possibilità di impartire alle autorità interessate e alle forze dell'ordine le necessarie disposizioni. Il furto è stato compiuto nella notte tra il 24 e il 25 luglio. Il Tanax può causare il decesso anche se assunto in minima dose. Tra i prodotti trafugati anche farmaci utilizzati per l'anestesia ed altri che possono comunque causare grave danno alla salute. Sono in corso le indagini delle forze dell'ordine per scoprire gli autori del furto e recuperare la pericolosa refurtiva.

Sul Tanax da tempo c'è una richiesta di ritiro da parte di molti veterinari: il farmaco, se usato per via intrapolmonare, causa atroci sofferenze. In altri Paesi non è più in uso da 20 anni. In Italia quasi tutti i veterinari lo utilizzano per questo dopo sedazione e per via endovenova o intracardiaca.

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