Cronaca San Pietro Vernotico

Furto di videoproiettori da scuola media, Rizzo: "Chi doveva vigilare non lo ha fatto"

Riceviamo a pubblichiamo un intervento del consigliere di opposizione, l'avvocato Pasquale Rizzo in merito al furto di sei proiettori dalla sede della scuola media Don Minzoni sottoposto a opera di ristrutturazione avvenuto nei giorni scorsi

SAN PIETRO VERNITCO – Riceviamo a pubblichiamo un intervento del consigliere di opposizione, l’avvocato Pasquale Rizzo in merito al furto di sei proiettori dalla sede della scuola media Don Minzoni sottoposto a opera di ristrutturazione avvenuto nei giorni scorsi. Un furto che arreca un grosso danno alla scuola e alla didattica e che secondo Rizzo si sarebbe potuto evitare se ci fosse stata più attenzione da parte dell’amministrazione.

Vengono appaltati i lavori di adeguamento della scuola Don Minzoni, prima di iniziare gli stessi la scuola provvede a mettere in sicurezza le costose attrezzature acquistate magari con finanziamenti pubblici? No, nessuno si preoccupa di tutto ciò per cui ci si limita a lasciare il materiale coperto da teloni. Iniziano i lavori per cui la scuola diviene area di cantiere con tanto di direttore di lavori e responsabili di varia natura tutti nominati con atti dichiarati illegittimi dall’Anac: qualcuno si pone il problema della presenza di attrezzature costose? No. L’Amministrazione per il tramite dei Rup dell’assessore al ramo o del sindaco si preoccupa di tutto ciò? No. Eppure mi risulta che qualcuno nei tanti verbali tenutisi nel corso del tempo ha sollevato il problema.

Risultato: qualche giorno fa sono stati rubati dalla scuola Don Minzoni ben sei proiettori (per qualcuno materiale poco costoso), materiale didattico essenziale e funzionale per il rispetto di quanto previsto nell’ambito del Pof, magari anche acquistato grazie a finanziamenti della Comunità Europea.

Anche su tale vicenda se qualcuno pensa di farla franca commette un grossolano errore: sto formalizzando una comunicazione alla Pasquale Rizzodirettrice del comprensivo per sapere con quali fondi  è stato acquistato il materiale rubato da ignoti ed il suo valore (prima di inviare la comunicazione alla Corte dei Conti per il danno erariale). Intendo poi sapere quando sarà utilizzabile il plesso Don Minzoni stante il ritardo nella consegna dei lavori atteso che, in funzione della risposta ottenuta (ma anche in caso di silenzio da parte dei soggetti interessati) vi saranno tre iniziative congiunte: verificare, in caso di mancato trasferimento degli alunni presso la Don Minzoni, se sussistono i presupposti affinchè si dia avvio all’anno scolastico nel rispetto delle norme in materia di sicurezza ed igienico sanitarie (ad es. il rispetto dei parametri nel rapporto spazio classe ed alunni frequentanti); verificare se anche la scuola De Simone sarà costretta a subire la soppressione di spazi fondamentali per il Pof al fine di creare aule in maniera posticcia (l’Amministrazione Comunale sembra non aver trovato spazi comunali; eppure tutti ricordano la lotta dei genitori per salvare il plesso della Rodari che l’Amministrazione comunale senza battere ciglio ha ceduto a Torchiarolo).

E verificare che la ditta appaltatrice dei i lavori presso la scuola Don Minzoni, i tecnici interessati, la dirigente scolastica, l’assessore al ramo o chiunque avrà responsabilità nell’aver lasciato in uno spazio di cantiere materiale poi trafugato abbiano provveduto, di tasca propria, all’acquisto dei sei proiettori. Nel caso in cui una o più istanze non riceveranno le auspicate risposte, non solo come consigliere comunale ma anche come genitore provvederò ad attivare ogni percorso anche in sede penale (ad esempio il reato di danneggiamento ex art. 635 c.p. tutela anche il soggetto che ha in godimento un bene e mio figlio, quale alunno, avrebbe dovuto utilizzare i beni trafugati): non si può sopportare più l’atteggiamento di disinteresse per la tutela dei beni e del patrimonio della comunità. Del resto gli unici problemi del Paese sono: Pro-Loco, feste, l’estate sampietrana, o i mattoni da posizionare sulla scala che porta in spiaggia, nulla di più. Per la nostra scuola ed i nostri figli che la frequentano non solo non ci sono aule, ma tra poco non ci saranno magari anche banchi e sedie vista la facilità con cui si può rubare materiale dai plessi scolastici. Chi all’interno della Scuola negli anni si è preoccupato di partecipare a tanti bandi per ottenere fondi pubblici ed acquistare materiale multimediale indispensabile per elevare il livello del diritto allo studio avrebbe potuto impiegare meglio il suo tempo: ma mi rendo conto in realtà che mai avrebbe potuto immaginare  che si cadesse, anzi sprofondasse  così in basso.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Furto di videoproiettori da scuola media, Rizzo: "Chi doveva vigilare non lo ha fatto"

BrindisiReport è in caricamento