Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Energeko & Multiservizi, punto interrogativo sulla fusione

Fra le correzioni al decreto Madia, la soglia di fatturato minimo per la sopravvivenza delle partecipate scende da un milione a 500mila euro: se dovesse essere confermato il nuovo tetto, slitta l’incorporazione fra le due società del Comune. Ma resta la zavorra della perdita da un milione e 300mila euro

BRINDISI – Nessuna certezza, anzi più di qualche punto interrogativo sul futuro prossimo delle società Multiservizi ed Energeko: alla già complessa situazione su scala locale, in relazione all’instabilità politica di Palazzo di città, si aggiungono i venti di novità che soffiano da Roma e che riguardano la possibilità di dimezzare il tetto per la sopravvivenza delle partecipate.

Brindisi Multiservizi

La soglia minima di fatturato risulta tra le correzioni che il Governo intende apportare al Decreto Madia, dopo la pronuncia della Cassazione e l’ipotesi al momento più accreditata riguarda la possibilità di far scendere il fatturato medio annuo per le società da un milione di euro a 500mila euro, per riprendere la tagliola originaria dal 2019. Limite che alla latitudine brindisina interessa la Energeko, la seconda partecipata del Comune per dimensione, perché la srl rientra in questa previsione e di conseguenza, nel caso in cui il tetto dovesse essere rivisto, sarebbe garantita la sopravvivenza. In altre parole, la Energeko avrebbe vita autonoma rispetto alla Multiservizi e alla prima versione del decreto Madia, in base alla quale l’Amministrazione ha deliberato la fusione per incorporazione con una recente pronuncia del Consiglio comunale.

Il condizionale resta obbligatorio fino a quando non arriveranno statuizioni certe dalla Capitale. In ogni caso, stando al calendario reso noto dal Governo, non si dovrebbe andare oltre la fine del prossimo mese di giugno.  Ma lo spostamento in avanti della scadenza per la razionalizzazione, non esime il Comune dalle responsabilità sul piano economico-finanziario che riguardano la Multiservizi, dopo che è stata accertata l’ennesima perdita: il risultato negativo ammonta a un milione e 300mila euro e si riferisce all’esercizio 2014. L’Ente ha approvato il bilancio in qualità di socio unico, con ritardo, ma non è ancora stato deliberato il ripiano della perdita, operazione necessaria che spetta al Consiglio comunale, con possibili conseguenza sulla tenuta del patto di stabilità.

E’ verosimile, infatti, che l’importo di segno negativo abbia ripercussioni sullo sforamento, com’è già accaduto in passato. Ma anche su questo fronte, l’Amministrazione resta in silenzio. Nessuna comunicazione arriva da Palazzo di città, dall’ufficio della sindaca Angela Carluccio che resta titolare delle delega al Bilancio solitamente abbinata alle società partecipate. Non ci sono news neppure sul piano industriale affidato all’Ipres.

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