Cronaca Carovigno

Gambizzazione a Torre Santa Sabina: vittima arrestata per favoreggiamento e rissa

E’ stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari nei confronti dell’uomo che la notte fra domenica 9 e lunedì 10 agosto venne raggiunto da un proiettile alla gamba mentre si trovava in un lido di Torre Santa Sabina, marina di Carovigno. Vincenzo Laporta, 35 anni, di Ostuni, è accusato di favoreggiamento personale e rissa pluriaggravata

OSTUNI – E’ stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari nei confronti dell’uomo che la notte fra domenica 9 e lunedì 10 agosto venne raggiunto da un proiettile alla gamba mentre si trovava in un lido di Torre Santa Sabina, marina di Carovigno. Vincenzo Laporta, 35 anni, di Ostuni, è accusato di favoreggiamento personale e rissa pluriaggravata. Il provvedimento restrittivo, firmato dal gip Giuseppe Licci su richiesta del pm Luca Buccheri, gli è stato notificato dai poliziotti del commissariato della Città Bianca al comando del vicequestore Francesco Angiuli. 

Intorno alle ore 3,10 del 10 agosto, Laporta si recò da solo a piedi presso l’ospedale civico di Ostuni, con fori da colpi di pistola a coscia e ginocchio della gamba destra e un’escoriazione al naso. Subito dopo la medicazione, da quanto appurato dalle forze dell’ordine, Laporta cercò di allontanarsi frettolosamente, ma gli agenti lo condussero in commissariato.

Il 35enne tentò di fuorviare le indagini, asserendo che il ferimento era avvenuto in una località distante decine di chilometri da Torre Santa Sabina. Lo stesso, in particolare, accompagnò i poliziotti e gli esperti della Scientifica in zona Pilone, inventandosi di sana pianta la dinamica dei fatti, fino ad affermare che era stato un “volenteroso automobilista” a prestargli soccorso.  Ma gli investigatori capirono immediatamente che il racconto di Laporta non quadrava affatto.

I poliziotti, nel giro di poche ore, riuscirono a individuare e interrogare numerose persone (soprattutto parenti e amici di Laporta) che avevano raggiunto l’ospedale per avere informazioni sullo stato di salute del ferito, con cui non riuscivano a comunicare (l’ostunese si trovava infatti in commissariato). Messi alle strette, questi hanno fornito una serie di elementi che hanno consentito agli inquirenti di accertare la totale infondatezza della testimonianza della vittima, non solo riguardo al luogo in cui è avvenuto il ferimento, ma anche sulla modalità e sui responsabili.

Nei giorni successivi, grazie a un’ulteriore serie di sopralluoghi, i poliziotti hanno raccolto altri indizi, sui quali si mantiene stretto riserbo. Ad ogni modo si è appurato che gli spari (tre) hanno segnato l’epilogo di una lite per motivi “assolutamente futili” (riferiscono gli investigatori) degenerata in una rissa furibonda.

Dopo aver azionato il grilletto, lo sparatori fuggì in auto. Alcune persone, ancora da identificare, sono perseguite per esplosioni in luogo pubblico, porto abusivo d’armi, lesioni personali pluriaggravate. "Si tratterebbe di giovanissimi, quasi tutti di Carovigno - fanno sapere gli inquirenti - risultati alla mercé di qualche vecchio pregiudicato, anche ostunese". E’ stato possibile appurare ciò grazie all’incrocio con testimonianze ed elementi acquisiti in occasione di qualche altra sparatoria avvenuta in zona.

Il gip Licci, dunque, ritenendo “immediate, puntuali ed esaustive indagini svolte dal Commissariato di Ostuni”, ha disposto l’arresto di Laporta. Ma non finiscr qui. Ulteriori sviluppi potrebbero esserci nei prossimi giorni. 

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