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Le moto sequestrate (Lecce Prima)

Le moto sequestrate (Lecce Prima)

Gare di moto clandestine: brindisini i capi

BRINDISI – Sono quattro brindisini i capi di un gruppo composto da 13 soggetti che organizzava gare di moto clandestine sulla strada provinciale 367 che collega Maglie a Gallipoli, e si occupavano della logistica. Le gare si svolgevano ad oltre 300 chilometri orari.

BRINDISI - Sono quattro brindisini i capi di un gruppo composto da 13 soggetti che organizzava gare di moto clandestine sulla strada provinciale 367 che collega Maglie a Gallipoli. Si tratta di: Floriano Chirivì, 32enne originario di Mesagne ma residente a San Donaci, Luigi Mombello, 39enne di Brindisi, Cosimo Petrosillo, 38enne di Brindisi e Fabio Calò, 28enne di Brindisi. Rispondono, a vario titolo, insieme alle altre nove persone coinvolte di aver ingaggiato competizioni sportive su strada senza autorizzazione e di aver violato il divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore.

Gli altri sono: Giuseppe Candini, 49enne di Lequile, Maurizio Reho, 37enne di Racale, Massimo De Fusco, 41enne di Racale, Claudio Ciullo, 35enne di Racale, Anselmo Brigante, 35enne di Taviano, Martino Fattizzo, 56enne di Ugento, Vincenzo Amato, 55enne di Guagnano, Alex Colazzo, 32enne di Lequile e Ivan Albano, 33enne di Taviano.

L'attività investigativa, avviata nell'aprile del 2010, da Carabinieri e Guardia di Finanza, si è conclusa oggi con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini alle 13 persone coinvolte nella vicenda, l'operazione che all'epoca portò al sequestro di nove moto, 3 Suzuki 1000, 1 Suzuki 1300, 1 Suzuki 600, 2 Kavasaki 1000, 1 Honda 1000 e 1 BMW 1000 (tutte rigorosamente modificate per aumentarne le prestazioni e rendere più difficile l'identificazione), fu denominata Moto Gp.

Da quanto è stato accertato, attraverso filmati, registrazioni ed elementi raccolti sul campo (due militari si sono infiltrati nel gruppo fingendosi scommettitori), le gare venivano organizzate su sei chilometri di rettilineo e si svolgevano a una velocità di oltre trecento chilometri orari durante i fine settimana, o nei giorni festivi, mettendo a grave rischio gli automobilisti.

I quattro brindisini erano a capo dell'organizzazione e si occupavano della logistica, uno di loro, in particolare, aveva il compito di "bonificare" la strada, percorrendo in auto il lungo rettilineo utilizzato come pista, accertandosi che non vi fossero controlli o posti di blocco. Altri motociclisti pattugliavano i cavalcavia della provinciale, fungendo da sentinelle e vedette. Il premio in palio era la moto stessa che si aggiudicava il primo posto di quelle folli gare, bolidi del valore di decine di migliaia di euro. Luogo dell'incontro prima della competizione era una caffetteria di Soleto.

Le 13 persone indagate ora hanno venti giorni di tempo per acquisire gli atti, presentare eventuali memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Il reato di cui sono accusati è previsto dal codice della strada, e punito con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa fino a 20mila.

 

 

 

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