Cronaca

La nave dei ragazzini salvati dal naufragio nel porto: concluso lo sbarco dalla Geo Barents

Tutto si è svolto secondo i piani, non ci sono criticità sanitarie. Le operazioni di soccorso da parte di Medici Senza Frontiere giovedì in acque Sar libiche. Oltre alle forze dell'ordine, presenti medici Usmaf e Croce Rossa

BRINDISI - Le operazioni di sbarco si sono concluse a metà mattinata. Tutto è andato come previsto e non si registrano criticità sanitarie. Oggi, domenica 27 agosto 2023, i 168 sopravvissuti salvati da Geo Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere, hanno potuto toccare terra, nel porto di Brindisi. Sono tantissimi i minori non accompagnati.

Lo sbarco dei 168 migranti nel porto di Brindisi. Tantissimi ragazzini

I migranti viaggiavano su due gommoni sovraffollati sino all'inverosimile. Sono stati salvati in acque Sar (Search and Rescue, ricerca e soccorso) libiche giovedì 24 agosto. Le autorità italiane hanno assegnato il porto del capoluogo adriatico come punto di sbarco. Le misure di accoglienza, coordinate dalla Prefettura, sono rodate: ci sono diversi precedenti in pochi mesi.

All'interno della Geo Barents

Presenti le forze dell'ordine (polizia e carabinieri), vigili del fuoco, personale Usmaf e Croce Rossa Italiana. Ci sarebbe un caso di sospetta polmonite, motivo per cui il migrante in questione è stato condotto in ospedale. C'è anche una donna incinta di quattro mesi. E qualche caso di scabbia. Condizioni sanitarie, come detto, che non presentano criticità.

La Geo Barents nel porto di Brindisi il 27 agosto 2023

I medici dell'Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) come da procedura sono saliti a bordo per lo screening sanitario. Quello che appare evidente anche a una prima occhiata è l'elevato numero di ragazzini, di minori non accompagnati: se ne contano 119 (il 71 per cento). La maggior parte sono maschi, perlopiù adolescenti. Più della metà dei migranti proviene dal Gambia. Altri dal Mali, dalla Guinea Conakry e dal Senegal.

Personale della Croce Rossa Italiana

Croce Rossa Italiana, su attivazione della Prefettura di Brindisi, è stata presente per le attività di assistenza e accoglienza umanitaria con circa 30 operatori suddivisi in due turni tra volontari e crocerossine dei comitati di Brindisi, Fasano, Taranto e Martina Franca, con il supporto dei Servizi del Comitato Regionale Puglia tra cui il Reparto di Sanità Pubblica, ausiliario del ministero della Salute - Usmaf, il Servizio Migrazioni con le attività di Restoring Family Links per prevenire le separazioni allo sbarco ed agevolare le reunificazioni familiari segnalateci dal capo missione a bordo della nave.

La prima assistenza sanitaria è stata garantita dal 118 Brindisi. Il personale del Servizio di Emergenza-urgenza, diretto da Massimo Leone, ha allestito due strutture come Pma (posto medico avanzato), con 24 posti letto e una équipe di 2 medici, 8 infermieri e 10 soccorritori. Si tratta del modulo standard di cui è dotata la Asl Brindisi per le maxi emergenze. Presenti anche due ambulanze della Asl per gestire rapidamente le eventuali necessità di trasporto all’ospedale Perrino per accertamenti diagnostici e consulenze specialistiche. 

Insieme a tutte le autorità coinvolte nell’organizzazione dell’accoglienza era presente anche il direttore generale, Maurizio De Nuccio: “Ringrazio tutto il personale sanitario che in queste ore ha alacremente messo a disposizione la propria competenza in una circostanza così delicata e, in particolare, ringrazio il direttore del Dipartimento di Emergenza-urgenza, Massimo Leone, per l'efficiente organizzazione dei soccorsi”. 

Leone comunica che “è stato effettuato lo screening della temperatura a tutti i migranti sbarcati, il controllo ecografico per una 16enne in gravidanza (con attività cardiaca fetale nella norma), mentre ad un uomo con sospetta polmonite è stato eseguito il test antigenico covid (risultato negativo) ed rx di controllo effettuato nel Pronto soccorso del Perrino. Un ragazzo con recente trauma cranico e cefalea è stato trasportato al Perrino per controlli neurologici. Sono stati riscontrati dieci casi di scabbia. Inoltre, durante tutte le fasi di identificazione e foto-riconoscimento da parte della Questura, il nostro personale ha garantito un monitoraggio clinico nei casi in cui è stata rappresentata la necessità”. 

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