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L'auto col bombolone del gas che ha rischiato di esplodere

L'auto col bombolone del gas che ha rischiato di esplodere

Giallo sulla notte del fuoco

SAN PIETRO VERNOTICO – Indagini a 360 gradi per i due incendi che l’altra notte hanno carbonizzato tre vetture parcheggiate in due traverse di via Alcide De Gasperi. I militari della locale stazione al comando del maresciallo Giuseppe Pisani nella mattinata di ieri hanno ascoltato a lungo i tre proprietari. Un movente potrebbe essere di tipo passionale, mentre uno dei tre incendi sarebbe stato provocato semplicemente per depistare le indagini. Questo, almeno, è quanto è emerso fino a questo momento.

SAN PIETRO VERNOTICO - Indagini a 360 gradi per i due incendi che l'altra notte hanno carbonizzato tre vetture parcheggiate in due traverse di via Alcide De Gasperi. I militari della locale stazione al comando del maresciallo Giuseppe Pisani nella mattinata di ieri hanno ascoltato a lungo i tre proprietari. Un movente potrebbe essere di tipo passionale, mentre uno dei tre incendi sarebbe stato provocato semplicemente per depistare le indagini. Questo, almeno, è quanto è emerso fino a questo momento.

Le prime due auto date alle fiamme, una Fiat Punto e una Ford Focus, sono di proprietà di Cristian Arconzo 33 anni di San Pietro e di sua moglie. Erano parcheggiate in via Cardarelli vicino la loro abitazione. La terza vettura incendiata, una Ford Fiesta, invece, è di proprietà di Maurizio Piccino, dipendente Inps. Era parcheggiata in via Turati, a poche centinaia di metri da via Cardarelli. Questo l'incendio che secondo gli investigatori potrebbe essere stato appiccato per creare confusione nelle indagini.

Gli uomini di Pisani nella mattinata di oggi hanno ascoltato tutte e tre le vittime scavando nella loro sfera privata e lavorativa alla ricerca di dettagli utili per l'identificazione dei piromani e dei loro mandanti. Arconzo, conosciutissimo barman sanpietrano, da qualche mese lavora come operaio presso l'Ilva di Taranto. La moglie, invece, si occupa dei due figli. Una coppia che non ha mai fatto parlare di sé. Stesso discorso per la famiglia di Maurizio Piccinno, dipendente Inps. Nella zona dei roghi non ci sono telecamere.

Nessun prospetto vicino ai punti in cui erano parcheggiate le auto date alle fiamme è sorvegliato da occhio elettronico. Solo la collaborazione delle vittime, quindi, potrà fare luce sulla vicenda. Quello che è certo, comunque, è che i residenti di via Cardarelli e di via Filippo Turati questa notte hanno vissuto veri e propri momenti di terrore. Qualcuno questa mattina sulla sua bacheca di Facebook ha scritto di aver "visto l'inferno".

I piromani hanno appiccato il fuoco spaccando il finestrino posteriore e cospargendo l'interno dei mezzi di liquido infiammabile. Erano poco più delle due. Il rogo si è sviluppato in pochissimi istanti. Nella Fiat Punto da qualche mese era stato installato l'impianto a gas metano, c'è stato il rischio di esplosione. In pochi minuti la zona interessata dagli incendi si è riempita di gente terrorizzata. Prima via Cardarelli e poi la vicina via Turati (sono situate una di fronte all'altra).

Il fumo e le fiamme hanno invaso i prospetti e si sono insinuate nelle camere che si affacciano sulla strada. I vigili del fuoco, avvisati quasi subito, sono intervenuti con due autobotti ma non hanno potuto evitare che i mezzi andassero distrutti. Fortunatamente il rischio di esplosione è stato scongiurato e nessuno è rimasto ferito o intossicato. Le auto sono state rimosse questa notte stessa, saranno demolite dopo essere state sottoposte a ulteriori perizie. Resta da capire, ora chi e perché ieri notte ha fatto vivere ai residenti di via Cardarelli e via Turati l'inferno, riportandoli con la memoria all'estate del 2008 quando in poco più di un mese furono distrutti da incendi di natura dolosa oltre trenta mezzi tra auto e furgoni.

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