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Giardino al buio in via Cellie: "I patti con i cittadini vanno rispettati"

"Abitanti preoccupati dalle possibili cattive frequentazioni serali e notturne, che possono favorire l'insorgenza di episodi di microcriminalità"

BRINDISI - Fatevene una ragione! Questo sembra il consiglio implicito regalato dall'Amministrazione Comunale di Brindisi ai residenti del rione S. Paolo, che da mesi chiedono, senza effetto alcuno, un intervento per la sostituzione di tutte le 18 lampade spente del giardino di via Cellie. Per ripristinare, finalmente, l'illuminazione serale e la completa agibilità di quel luogo.

Una situazione di buio completo, che trasmette grande insicurezza agli abitanti delle zone circostanti e a chi si trova a transitare nelle vicinanze di quel giardino, preoccupati dalle possibili cattive frequentazioni serali e notturne, che possono favorire l'insorgenza di episodi di microcriminalità.

Fino ad oggi non risulta ancora programmato alcun intervento, per restituire quel luogo alla tranquillità della vita di relazione e di svago di quei cittadini. Non diversamente da quanto purtroppo avviene in tanti altri luoghi della città. E non solo per l'illuminazione.

L'inerzia di questi primi mesi della nuova Amministrazione, sta amareggiando molti cittadini, perché temono che si possano replicare i vizi, i silenzi, le inefficienze delle passate Amministrazioni di questi ultimi venti anni, che non hanno saputo o   voluto vedere i problemi della città, che non sono riusciti a portare la politica e l'Amministrazione  là dove c'erano i reali bisogni della gente e del territorio.

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Assorbiti esclusivamente nella  definizione dei numeri, degli incarichi,  della distribuzione delle poltrone e di ogni strapuntino disponibile, a scapito di tutto e di tutti. In molti si sta appannando quella speranza di una città nuova, attenta, laboriosa, diversa, evocata dal sindaco in campagna elettorale con il suo programma, con le sue dichiarazioni, con il suo impegno all'ascolto, alla partecipazione dei cittadini, alla tutela dei loro diritti  e alla soddisfazione delle loro esigenze primarie.

Hanno il timore, che come nel passato, le promesse, i programmi, siano stati già seppelliti  nel cassetto di qualche scrivania, ad ammuffire. I  primi segnali ci sono già.

Infatti, accade   che nonostante sia stato precisato più volte  nel programma e dichiarato in tanti interventi che “ per chiudere il ciclo dei rifiuti, vogliamo realizzare impianti pubblici ( di proprietà pubblica) con gestione pubblica, in grado di coniugare efficienza ed efficacia, ridurre i costi dello smaltimento e quindi consentire anche una diminuzione della tassa sui rifiuti a carico dei cittadini “,  si possa lavorare,  da subito,  in altra direzione, per farli gestire dai privanti, che sicuramente non fanno  beneficenza, ma vogliono realizzare grossi guadagni.

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Oppure, mentre si è detto di voler mettere a posto i conti della Multiservizi, si lavori nel frattempo per affidare  la gestione di alcuni parcheggi ad un soggetto diverso dalla Multiservizi. Naturalmente in numero limitato, per adesso. Per il futuro, non si sa. Aperta la breccia,  potrebbe essere più facile, maturare    e portare a compimento l'idea  o l'obiettivo di  sollevare completamente la Multiservizi  dalla gestione di  questo servizio.  Con le inevitabili conseguenze per quella società ,  che si possono facilmente immaginare.

Comunque, è  sufficiente farsi un giro nel territorio per rendersi conto,  che poco o niente è ancora cambiato, rispetto ai tanti disastri accumulati in questi anni. E' evidente che l'insoddisfazione e l'amarezza, supera la dimensione ristretta del rione S. Paolo, per estendersi a tutta la città, perché sono molti i luoghi della città  trascurati.

I cittadini sono stanchi  di  continuare a vivere nel degrado e nell'indifferenza di chi deve provvedere e non lo ha fatto. Sono stanchi di non essere ascoltati, di non essere tenuti in considerazione.  Vogliono partecipare, vogliono essere considerati, vogliono dare una mano per raddrizzare la barca, seguendo la strada tracciata  in campagna elettorale.

Credo che non ci sia  più spazio per le promesse e per i giochi di prestigio. E' necessario che il Sindaco, dia  senso e spessore alla delega dei cittadini, cogliendo e non sprecando la richiesta di cambiamento,  che viene dalla città, lavorando per la realizzazione del programma approvato con il voto della maggioranza dei cittadini, definendo   le priorità, i tempi e le risorse degli interventi necessari. In questo, come in molti altri campi.

La città ha bisogno  di una sana amministrazione,  che  la faccia finita con le inefficienze, gli sprechi  e i disastri del passato, per recuperare finalmente la dignità del ruolo e dell'impegno politico.  I cittadini meritano di meglio. Non c'è più tempo per i giochetti. Bisogna darsi una mossa.

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