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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Giobbe sotto i riflettori al Marzolla attraverso l'esegesi del professor Ugenti

Analisi sobria, efficace, puntuale della vicenda di Giobbe come viene narrata dalle Sacre scritture, al liceo Classico di Brindisi

BRINDISI - Tutta l’ambiguità del rapporto tra uomo e divinità o destino si concentra nella sofferenza di Giobbe, timorato e giusto che perde in un colpo figli e beni  e rimane saldo nella sua fede, nella sua patientia, capacità di sopportare il bene e il male che da Dio  come prove gli giungono, che da dio viene poi ricompensato e ricondotto nella condizione di prosperità precedente e conclude la sua esistenza attorniato da figli e discendenti “sazio di vita“.

Giobbe ci parla da un’antichità sfumata ed eterna, attraverso le parole del professor  Valerio Ugenti, ordinario di Letteratura cristiana antica presso l’Università del Salento che ha tenuto il secondo dei seminari sul tema “L’uomo e la libertà” presso il Liceo classico Marzolla di Brindisi.

L’analisi sobria, efficace, puntuale della vicenda di Giobbe come viene narrata dalle Sacre scritture,  ha “liberato” il testo dalle sovrastrutture delle traduzioni, dai fraintendimenti, restituendoci, nella lezione del prof. Ugenti , il senso di filiazione dell’uomo rispetto a Dio, contro il quale Giobbe leva la sua voce,in un gesto di rivolta ed emancipazione, estraneo alla rassegnazione o al fatalismo cieco per poi “riposare” nella mano benevola del Dio che lo “tenta” e lo saggia, anzi lo fa saggio definitivamente. Condiscendenza e consenso sono il binomio su cui si è articolata anche la riflessione di Sant’Agostino, definito dal nostro relatore un ufo della cultura occidentale per la profondità e l’ ampiezza del suo pensiero.

Un pubblico variegato ed attento, studenti e docenti del Marzolla, ex docenti ed esterni  ha seguito l’esegesi di Ugenti, dopo una breve introduzione della professoressa Daniela Franco la quale ha  proposto un iter di riflessione sul tema del dolore in Seneca e nella tragedia greca per giungere a quello che dal cardinal Ravasi è stato definito uno dei testi fondanti del ‘900 ossia il romanzo “Giobbe” di Joseph Roth, parafrasi dolente e introspettiva  del Giobbe biblico . A chiudere l’incontro la postfazione del prof. Don Maurizio Caliandro a ribadire il senso più profondo di libero arbitrio che ha sugellato un ‘occasione di grande arricchimento e notevole spessore culturale. Prossimi appuntamenti il 5 ed il 26 maggio .

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