Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Giornata mondiale del bambino prematuro, l'Utin di Brindisi incontra i cittadini

Il 17 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del bambino prematuro, sostenuta dall’Oms e dall’Unicef, con l’obiettivo di dare informazioni sulle nascite premature, sulle possibili conseguenze e soprattutto su come prevenirle

BRINDISI - Il 17 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del bambino prematuro, sostenuta dall’Oms e dall’Unicef, con l’obiettivo di dare informazioni sulle nascite premature, sulle possibili conseguenze e soprattutto su come prevenirle. Ogni anno in Italia nascono circa 40mila bambini prematuri (il 7 per cento di tutte le nascite) che richiedono cure ad alta complessità e costi elevati.

Dal 1986 è attiva a Brindisi, presso l’Ospedale “A. Perrino”, l'Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin), attualmente diretta dal Dr. Enrico Rosati, con annessa Sezione di Neonatologia. E’ una delle otto realtà esistenti in Puglia, che consta di 20 posti letto tra terapia intensiva e semintensiva e con un organico composto da 10 medici e più di 40 infermiere. Il reparto si avvale, altresì, di collaborazioni esterne con varie figure professionali (psicologa, fisiatra, oculista) coinvolte nella gestione di tutto il percorso di cure che, spesso, si protrae per lungo tempo anche dopo la dimissione.

I prematuri rappresentano una realtà variegata: se da un lato è per fortuna un fenomeno raro la nascita di bambini ad età gestazionali estremamente basse, quasi ai limiti della vitalità, grazie al migliorato controllo della gravidanza, dall’altro si assiste ad un netto incremento di quella prematurità cosiddetta “lieve” (34-36 settimane di gravidanza), che costituisce il 70 per cento di tutti i ricoveri nei reparti Utin e porta con sé una serie di problematiche cliniche. Un altro fenomeno emergente è lo spiccato incremento delle gravidanze gemellari (il 25 per cento in più negli ultimi anni), che spesso esitano in parti prematuri e che hanno alla base due motivazioni principali, specchio di un nuovo risvolto sociale: l’aumento dell’età media delle neo-mamme e la maggiore diffusione e perfezionamento delle tecniche di procreazione assistita.

La mission del reparto è, quindi, la cura di tutti i neonati cosiddetti "a rischio", cioè di quei neonati la cui vita o la cui salute presente e futura é messa in pericolo da situazioni o patologie che si manifestano durante la vita fetale, al momento della nascita o nei 30 giorni successivi. E’, pertanto, un luogo di sfide, paure, battaglie, vittorie e sconfitte, un luogo dove la vera differenza la fa il gruppo, la capacità di poter contare sull’altro, la professionalità, la competenza, la fiducia reciproca, la comunicazione, la possibilità di chiedere supporto quando una situazione diventa difficile. La sfida per gli operatori è quella di prendersi cura del bambino e della sua famiglia, in quest’area di confine che necessita di una significativa scorta di risorse emotive, personali e relazionali.

Per facilitare il processo di umanizzazione delle cure, in occasione della giornata mondiale del bambino prematuro, il team medico-infermieristico dell’Utin di Brindisi sarà disponibile ad offrire informazioni ed ascoltare, non solo i genitori come avviene per prassi, ma anche i nonni e i familiari dei piccoli pazienti.

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