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San Michele Salentino

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Giovane marocchino suicida in caserma, indagati 3 carabinieri

SAN MICHELE SALENTINO – Tre carabinieri della locale stazione sono stati iscritti nel registro degli indagati perché ritenuti responsabili di non avere vigilato per impedire che Abdelhafid Es-Saady, 22 anni, fermato per il furto di una bicicletta, si impiccasse mentre era rinchiuso nella camera di sicurezza della caserma.

SAN MICHELE SALENTINO - Tre carabinieri della locale stazione sono stati iscritti nel registro degli indagati perché ritenuti responsabili di non avere vigilato per impedire che Abdelhafid Es-Saady, 22 anni, fermato per il furto di una bicicletta, si impiccasse mentre era rinchiuso nella camera di sicurezza della caserma. I tre indagati sono Vito Chimienti, comandante la stazione carabinieri, Giuseppe Marrazzo, vice comandante, e Vincenzo Marrazzo, appuntato. Il reato loro addebitato dal pubblico ministero Silvia Nastasia è la "cooperazione in omicidio colposo".

La vicenda risale al 18 giugno dello scorso anno. A San Michele Salentino è in corso un funerale. Abdelhafid Es-Saady, interrompe il funerale e si appropria di una bicicletta. Ma viene subito individuato. E nonostante opponga resistenza viene ammanettato e rinchiuso in camera di sicurezza. Non ha documenti. Dal colore della pelle e dalla sua lingua i carabinieri pensano che si tratti di un marocchino.

In camera di sicurezza il ragazzo ci resta poco. Annoda il lenzuolo che sta sul lettino ad una sbarra della grata della finestra. Quindi fa un cappio e se lo passa attorno al collo. Piega le ginocchia e si lascia morire. Quando i carabinieri aprono la cella il ragazzo è già morto. Poi identificarlo non è facile. Ma grazie all'intervento dell'avvocato Pasquale Fistetti e della sindacalista Lorenza Conte, impegnati da anni a battersi contro il caporalato e anche per la tutela degli extracomunitari, si riesce a dare un nome al giovane ed a contattare i genitori che vivono in una paesino del Marocco.

La trafila per farli giungere in Italia è lunga, ma alla fine ci riescono. Identificato il cadavere, il pm Silvia Nastasia incarica il medico legale Giacomo Greco di effettuare l'autopsia. Viene stabilito che la morte è stata provocata dal soffocamento del cappio. Le indagini ora hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati dei tre carabinieri. Tutti e tre si sono affidati all'avvocato Vito Epifani per dimostrare la loro estraneità a qualsiasi ipotesi di reato.

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