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"Bronx", il gip rigetta le istanze dei difensori di tre indagate

Due restano ai domiciliari, una terza deve osservare l'obbligo di dimora. Hanno negato gli addebiti

BRINDISI – Il giudice delle indagini preliminari Stefania De Angelis ha già sciolto la riserva sulle istanze di revoca delle misure cautelari a carico di tre indagate coinvolte nell’indagine “Bronx” dei carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, comparse oggi 5 febbraio davanti allo stesso magistrato per gli interrogatori di garanzia. In tutti e tre i casi il gip si è pronunciata rigettando le richieste dei difensori.

Sia per l’inglese Lucia Nicole Moore, fidanzata dell’indagato Cosimo Saponaro (difesa da Cosimo De Leonardis), colpita da ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, che per Catia Cardone (difesa da Gianmarco Lombardi), anch’essa colpita dalla stessa misura, il gip ha considerato negativamente le dichiarazioni delle due donne di essere all’oscuro delle vicende di cui rispondono pur al cospetto degli elementi probatori a loro carico.

Stessa valutazione ha indotto il giudice delle indagini preliminari a rigettare l’istanza di revoca dell’obbligo di dimora per l’indagata M.B.G., madre di un’altra delle persone implicate nell’indagine “Bronx”, che a sua volta ha negato di essere al corrente dei fatti e delle circostanze di cui risponde in concorso (anche M.B.G. è difesa dall’avvocato Gianmarco Lombardi). Non è escluso che ora i difensori possano ricorrere al Tribunale del riesame.

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