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Gli investigatori e parte della refurtiva recuperata, e una foto dell'arrestato, Ionut Lucian Pesclevei

Gli investigatori e parte della refurtiva recuperata, e una foto dell'arrestato, Ionut Lucian Pesclevei

Spaccio e furti, un solo filo: catena di perquisizioni con arresto e tre denunce

I furti che colpiscono le abitazioni nel territorio attorno a Ostuni e lo spaccio di droga in città possono essere parte di un’unica trama, tessuta dalle attività criminose di gruppi diversi. Una volta si chiamava microcriminalità, oggi riflettendo sugli effetti collaterali è difficile considerare questi fenomeni marginali

OSTUNI – I furti che colpiscono le abitazioni nel territorio attorno a Ostuni e lo spaccio di droga in città possono essere parte di un’unica trama, tessuta dalle attività criminose di gruppi diversi. Una volta si chiamava microcriminalità, oggi riflettendo sugli effetti collaterali è difficile considerare questi fenomeni marginali. In realtà sono quelli che pesano maggiormente sulla percezione di sicurezza della gente. E anche sull’economia turistica, a lungo andare. Il lavoro di contrasto e di indagine sullo spaccio e sui reati contro il patrimonio condotto dal personale del commissariato di polizia ha prodotto tra lunedì e martedì alcuni risultati importanti, con un importante quantitativo di refurtiva recuperata, il sequestro di oltre un etto di sostanza stupefacente, un arresto ed alcune denunce a piede libero, portando alla luce una combine tra elementi del sottobosco malavitoso locale e soggetti di nazionalità rumena.

PESCLEVEI classe 1987 Romania-2Rumeno è l’arrestato, il 28enne Ionut Lucian Pesclevei, ufficialmente muratore con impieghi saltuari, in realtà anche spacciatore di marijuana con numerosi clienti minorenni. E tutto è cominciato, ha spiegato stamani il commissario capo Gianni Albano, da un servizio mirato sulla vendita di sostanze stupefacenti a ragazzi giovanissimi, con uno dei punti di maggiore criticità nella villa comunale. Qui, dicono le relazioni di servizio della sezione volanti e della squadra anticrimine del commissariato, uno dei personaggi maggiormente sospetti era proprio un cittadino straniero, un rumeno, al quale i consumatori di droghe leggere si avvicinavano spesso. Monitorata l’attività di spaccio, lunedì è stato deciso di passare ai fatti. Ed è scattato il controllo in quello che era stato individuato come il domicilio del rumeno, identificato per Ionut Pesclevei.

Ostuni refurtiva 10-2Ma quando la polizia ha bussato alla porta dell’abitazione segnalata, vi ha trovato un altro cittadino rumeno, che ospitava Pesclevei, e un siciliano residente da anni a Ostuni, noto alla polizia per i suoi precedenti per reati connessi agli stupefacenti e ai furti. Il rumeno ha cercato di anticipare le mosse del personale del commissariato, consegnando spontaneamente un involucro con dieci grammi di marijuana, ma la perquisizione è andata avanti, e poco dopo, sotto una coperta, i poliziotti hanno trovato un altro sacchetto con 100 grammi di marijuana, poi anche materiale per il confezionamento delle dosai e due bilancini elettronici.

Tutti i presenti sono stati condotti in commissariato, dove, d’intesa con il pm Raffaele Casto, Pesclevei è stato arrestato per detenzione finalizzata allo spaccio e trasferito al carcere di Brindisi dagli uomini del commissario Albano. Gli investigatori hanno anche accertato che il proprietario dell’appartamento occupato dai due rumeni, un ostunese, non aveva provveduto a registrare quelle presenze. Gli investigatori, tuttavia, non si sono fermati: la presenza del pregiudicato siciliano era una pista che andava verificata subito. Quindi la polizia si è recata nella contrada di campagna dove risiede il personaggio, A.R. di 28 anni, per verificare se nella sua abitazione vi fosse droga. Il controllo ha dato esito negativo. Poteva finire lì, ma qualcuno tra gli agenti che operavano ricordava bene che in una casa di fronte vive lo zio di A.R., siciliano anch’egli e con precedenti per droga e reati contro il patrimonio.

ostuni refurtiva 7-2Ed è cominciata la terza perquisizione della giornata. Anche qui niente droga, ma tanto materiale di provenienza sospetta, come alcuni grandi vasi da fiori antichi depositati fuori dalla casa. “Li ha lasciati lì mio nipote”, si è giustificato S.E.S., di 53 anni. Successivamente, la polizia ha trovato altro materiale di provenienza furtiva, soprattutto attrezzi da muratore, ma anche tagliaerba e oggetti di uso comune in campagna. Quando, in fase di collegamento tra refurtiva e una serie di furti denunciati negli ultimi tempi, gli investigatori hanno mostrato il materiale a tre dei denuncianti, alcuni di questi riconoscendo gli attrezzi da lavoro hanno riferito che i rumeni avevano lavorato per loro. Quindi chi ha compiuto i furti, sapeva bene dove colpire.

Ostuni refurtiva 9-2I collegamenti si sono moltiplicati man mano che il controllo procedeva. E alla fine è spuntato anche un altro “amico” dei due siciliani trapiantati a Ostuni, un marocchino di 38 anni, E.K.A., la cui autovettura è stata trovata nel garage della casa di campagna sottoposta a perquisizione, quella dello zio di A.R., nuovo sospettato a casa del quale la polizia si è presentata per una quarta perquisizione, che ha dato esito negativo. Ma il magrebino ha ostacolato il lavoro dei poliziotti, sino a guadagnarsi una denuncia per violenza e minacce a pubblico ufficiale, diventando la quarta persona di questa storia segnalata alla procura della Repubblica, dopo l’arrestato e i due parenti siciliano deferito per concorso in ricettazione e lo zio anche per furto aggravato. Solo una segnalazione alla prefettura, come assuntore di stupefacenti, per il secondo rumeno, quello che aveva consegnato spontaneamente i dieci grammi di marijuana.

E’ finita qui, la storia? Forse no. La polizia ritiene che possano aprirsi ancora altri scenari e altre piste, e in queste ore il lavoro investigativo sta continuando. E’ importante che chi dovesse individuare nella refurtiva mostrata oggi oggetti che gli sono stati rubati si presenti in commissariato per verificare, e recuperare il maltolto.

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