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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Gita a Napoli per disabili e famiglie

S. PIETRO VERNOTICO – Due giorni a Napoli per visitare i presepi e il parco dei divertimenti “Edenlandia” per 17 diversamente abili di San Pietro Vernotico. È questo il progetto promosso dal Comune di San Pietro Vernotico insieme alle associazioni di volontariato “Dopo di Noi”, “La Rinascita” e “Unitalsi” in occasione del Natale 2011. Un'iniziativa che si aggiunge a quella organizzata dall'associazione “Zonno Cacudi Show” domenica scorsa in piazza del Popolo dove, attraverso la vendita di un calendario i cui protagonisti delle foto dei 12 mesi dell'anno sono i diversamente abili di San Pietro, sono stati raccolti fondi da devolvere proprio alle associazioni che si occupano di loro.

S. PIETRO VERNOTICO - Due giorni a Napoli per visitare i presepi e il parco dei divertimenti "Edenlandia" per 17 diversamente abili di San Pietro Vernotico. È questo il progetto promosso dal Comune di San Pietro Vernotico insieme alle associazioni di volontariato "Dopo di Noi", "La Rinascita" e "Unitalsi" in occasione del Natale 2011. Un'iniziativa che si aggiunge a quella organizzata dall'associazione "Zonno Cacudi Show" domenica scorsa in piazza del Popolo dove, attraverso la vendita di un calendario i cui protagonisti delle foto dei 12 mesi dell'anno sono i diversamente abili di San Pietro, sono stati raccolti fondi da devolvere proprio alle associazioni che si occupano di loro.

E anche il Comune di San Pietro ci mette del suo, con una spesa di ottomila euro circa ha mandato a Napoli circa cinquanta persone tra disabili, rispettive famiglie e operatori vari. "In un tempo di crisi durante il quale è difficile pensare ad interventi differenti rispetto all'indispensabile, l'Amministrazione di San Pietro ha ritenuto tale anche l'importanza di regalare un sorriso e un momento di gioia a 17 ragazzi diversamente abili e alle rispettive famiglie", commenta il sindaco di San Pietro Pasquale Rizzo. Alle 7,30 di questa mattina è partito un bus per Napoli pieno di sorrisi e allegria.

"Il progetto, discusso e concordato con le associazioni 'Dopo di Noi', 'La Rinascita' e 'Unitalsi', prevede la presenza di due accompagnatori del Comune e due animatori che allieteranno la gita. Il pernottamento è previsto presso un istituto religioso. Qualche tempo fa, quando abbiamo realizzato una gita di un giorno presso lo zoo Safari con gli stessi ragazzi, il genitore di un partecipante - prosegue il sindaco - raccontava di essere appena tornato da uno dei tanti viaggi in altra regione per effettuare visite mediche specialistiche durante le quali la famiglia e la piccola vivevano solo lo stress legato alla situazione: era felicissimo di consentire alla figlia una gita fuori dal Paese anche se solo per una giornata".

"Oggi sta vivendo, insieme alla moglie, un momento di gioia ancora più importante, partecipando a una gita di due giorni che, altrimenti, mai avrebbe potuto permettersi avendo altre priorità da affrontare nel vivere quotidiano. Allorquando ho salutato i ragazzi in partenza - ha detto ancora Rizzo - mi ha fatto bene vedere gli occhi di quel genitore pieni di gioia perché finalmente affrontava un viaggio con uno spirito differente, e quelli dei ragazzi con un sorriso enorme e con l'eccitazione di chi sta vivendo un momento di innegabile felicità. In questo racconto si racchiude l'essenza del progetto voluto dall'amministrazione con l'assessore Caputo primo proponente: da un lato regalare un sorriso a quei ragazzi che ogni giorno, prescindendo da ogni altro aspetto, vivono e combattono con le difficoltà legate alla disabilità; dall'altro far vivere questo momento anche alla famiglia, regalando due giorni di serenità tra le tante difficoltà".

La disabilità è un problema enorme, e solo chi lo vive può comprendere cosa vuol significare ricevere un supporto di qualsivoglia natura - ha concluso il sindaco - considerando che ad affrontare i problemi si è spesso da soli o insieme ai componenti delle tante associazioni che operano sul territorio (e che molto spesso sono per lo più composte da persone che vivono in prima persona il problema). Non è stato facile realizzarlo anche per le difficoltà legate alle tante barriere, architettoniche e non solo, con le quali occorre confrontarsi e contro le quali le famiglie finiscono spesso con lo scontrarsi".

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