Gli attentatori sono entrati dagli spogliatoi, non ci sono telecamere

I poliziotti della Sezione Volanti indagano per risalire agli autori dell'attentato incendiario perpetrato lunedì sera ai danni del PalaMelfi. Indagini non sepmlici

La porta degli spogliatoi dalla quale sono entrati i malfattori

BRINDIS – Non sarà semplice dare un volto e un nome agli autori dell’attentato incendiario perpetrato nella serata di lunedì (30 gennaio) ai danni del parquet e degli spogliatoi del PalaMelfi di via Ruta, al rione Casale. L’impianto sportivo (come tutti gli impianti sportivi comunali, ad eccezione del PalaPentassuglia e del palazzetto inaugurato nell’estate del 2013 nella frazione di Tuturano) sono sprovvisti di impianti di videosorveglianza. Anche nelle vie circostanti le telecamere scarseggiano.

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Da un sopralluogo effettuato nella mattinata di oggi (31 gennaio) sono emersi nuovi particolari sul modus operandi. E’ ormai accertato che l’incendio è stato appiccato intorno alle ore 20,30, dopo che il custode del PalaMelfi, un dipendente della ditta Natuna (appaltatrice per conto del Comune di Brindisi del servizio di manutenzione e guardiania degli impianti sportivi comunali) ha chiuso l’edificio. I responsabili (o il responsabile, difficile dire quante siano le persone entrate in azione) hanno fatto irruzione dagli spogliatoi. 

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Una volta all’interno del palazzetto, prima hanno dato fuoco a un estintore, dopo averlo posizionato sulle panchine degli spogliatoi destinati alle squadre locali, poi hanno prelevato tre bidoncini di plastica carichi di rifiuti, li hanno collocati all’altezza della linea mediana del parquet (dalla parte degli spalti) e hanno appiccato l’incendio. Il custode ha riferito di essersi accorto delle fiamme mentre stava per lasciare il palazzetto.

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Sul posto sono intervenuti nel giro di pochi minuti i vigili del fuoco. I rilievi del caso sono stati effettuati dai poliziotti della Sezione Volanti, con il supporto dei colleghi della Scientifica. Il movente del gesto per ora è oscuro. Non vi sono al momento elementi per stabilire se si tratti di un atto vandalico o se invece vi siano ben altri risvolti dietro all'incendio. 

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Non va dimenticato che il PalaMelfi fu oggetto di un attentato anche la notte fra il 26 e il 27 novembre del 2014, nel corso di un raid condotto da sconosciuti, andarono distrutti gli spogliatoi, i bagni e i servizi riservati ai disabili. 

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