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Palazzo di Giustizia

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Gli massacrarono il volto a colpi di casco, incarico al medico legale

BRINDISI – In due trattenevano Daniele Tarì, 25 anni, ostunese, bloccato per le braccia, mentre un altro lo colpiva al volto con un casco da motociclista. Finì in ospedale con il viso frantumato. Per recuperare la mascella gli sono state applicate due placche metalliche. “Anche se mi saranno rimosse non ritornerò più come prima”, ha detto Tarì questa mattina al presidente del collegio Gabriele Perna, di fronte al quale è comparso come parte civile, assistito dall’avvocato Luca Marzio.

BRINDISI - In due trattenevano Daniele Tarì, 25 anni, ostunese, bloccato per le braccia, mentre un altro lo colpiva al volto con un casco da motociclista. Finì in ospedale con il viso frantumato. Per recuperare la mascella gli sono state applicate due placche metalliche. "Anche se mi saranno rimosse non ritornerò più come prima", ha detto Tarì questa mattina al presidente del collegio Gabriele Perna, di fronte al quale è comparso come parte civile, assistito dall'avvocato Luca Marzio.

Sul banco degli imputati Flavio Melpignano, 21 anni, ostunese (difeso dagli avvocati Sozzi e Lippolis), accusato di lesioni gravissime nei confronti di Tarì. Lesioni provocate in concorso con altri quattro minori nei cui confronti procede la Procura per i minori e che compariranno il 18 ottobre dinanzi al giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Lecce.

L'aggressione avvenne ad Ostuni il 24 gennaio del 2008 solo perché Tarì si era fermato pensando di avere urtato un ciclomotore. Tarì stava transitando dalle parti dell'ospedale di Ostuni a bordo della sua vettura. C'erano dei ciclomotori parcheggiati a spina di pesce. Lo spazio per passare, dato che i ciclomotori erano parcheggiati in malo modo, era esiguo. Tarì, pensando di averne urtato uno, arrestò il proprio mezzo e scese per verificare eventuali danni.

Non l'avesse mai fatto. Un gruppo di ragazzotti gli si avvicinò per circondarlo. In due lo afferrarono per le braccia. Uno gridò: "Dagli col casco". E con il casco in mano si fa avanti Melpignano. Senza pensarci due volte colpì Tarì ripetutamente al volto. Il casco frantumò la mascella del giovane che finì a terra tramortito. Su di lui si avventarono gli altri e lo colpirono con calci. Intervennero alcune persone in suo soccorso. Il branco scappò via. Tarì venne portato in ospedale a Ostuni e da lì trasferito al Perrino. La prognosi iniziale fu di sessanta giorni. Che poi diventarono oltre trecento. Il giovane ha riportato una malformazione permanente.

Questa mattina il presidente Perna ha chiamato sul banco dei testimoni la vittima del pestaggio. Voleva farsi un'idea della gravità delle lesioni. A occhio nudo si notava un viso alterato dalle lesioni e si percepiva la difficoltà che la vittima del pestaggio ha nel parlare. Ma Perna, d'accordo con gli altri due componenti il collegio, ha ritenuto necessario nominare un perito verifichi ulteriormente il danno biologico. L'incarico è stato dato ad Antonio Carusi e l'udienza è stata aggiornata all'8 luglio per il giuramento del perito.

Piero Argentiero

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